NUBIFRAGIO IN CALABRIA: CORIGLIANO CALABRO E ROSSANO IN GINOCCHIO, MA NESSUNA VITTIMA

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:54

Duecento millilitri di pioggia concentrati in poche ore, una vera e propria “bomba d’acqua” che ha fatto ingrossare e straripare il torrente Citrea, allagato strade e negozi e causando danni in una lunga fascia della costa ionica cosentina, in particolare Corigliano Calabro e Rossano. Auto sollevate, vicoli e strade trasformate in torrenti e fango ovunque. A causare i danni maggiori, concentrati nella zona marina di Rossano, è stato il torrente Citrea che, ingrossato dall’enorme volume di pioggia caduta, ha frantumato una quindicina di metri del muro di contenimento invadendo strade e case e portando con sé, nel mare Ionio, un pezzo di lungomare.

Il nubifragio ha fatto il resto: strade franate o allagate, disagi alla circolazione, il blocco della linea ferroviaria Sibari-Crotone, ed il black out elettrico per 10 mila persone (scese a 1800 in serata) con le cabine Enel invase dall’acqua. Un bilancio drammatico, ma, fortunatamente, solo per i danni alle cose. Nonostante nella mattinata si parlasse di decine di dispersi, in realtà non si registrano vittime né feriti gravi e nessun disperso.

La conta dei danni, a Rossano, e’ ancora da fare, ma di certo 500 persone, tra residenti e turisti, sono stati evacuati da abitazioni, hotel e campeggi e ospitati in centri allestiti in strutture sportive della città dove sono state montate anche cucine da campo. Sul posto hanno operato Vigili del fuoco, Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza, Guardia costiera, Corpo forestale, Consorzi di bonifica e la protezione civile. I primi interventi sono stati dedicati al salvataggio delle persone, poi al ripristino dei servizi principali.

Sul posto si è recato anche il presidente della Regione Mario Oliverio, rimasto in stretto contatto col premier Matteo Renzi. “Lo ringrazio – ha detto il governatore – è stato tra i primi a interessarsi ed a contattarmi manifestando vicinanza alla popolazione e la disponibilità ed il sostegno del governo. La popolazione è in ginocchio ma vuole reagire”. Oliverio ha già annunciato che chiederà lo stato di emergenza.

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