La capillare filiera internazionale delle fake news sul tumore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:32

Gli oncologi contro il colosso delle vendite online Amazon per i tanti libri con terapie “bufala”, spesso diete, contro il cancro disponibili sulla piattaforma online: da bere il succo di carota alla dieta alcalina fino a quella a base di olio di cannabidiolo estratto dalla cannabis.

Antidolorifici 

Secondo gli esperti, sono oltre 3000 i titoli elencati su Amazon che appaiono quando si cerca “cure per il cancro”. Tra i vari titoli, riferisce Adnkronos, anche quello di un erborista, che afferma di aver curato Michael Jackson per la sua dipendenza da antidolorifici prima della morte, che propone una dieta alcalina che potrebbe aiutare contro il cancro. “Le linee guida di Amazon sui contenuti – sottolinea il Daily Mail – spiegano che alcuni libri venduti sul sito potrebbero essere “discutibili” per alcuni clienti. ma secondo l'azienda va rispettata anche la varietà dei punti di vista“. Secondo Martin Ledwick, scienziato specializzato nella ricerca sul cancro nel Regno Unito, “quando le persone si trovano in situazioni disperate spesso vanno su internet e trovano contenuti che sostengono soluzioni a cui normalmente non crederebbero, ma se sono persone vulnerabili vogliono crederci. E' un po' irragionevole per le aziende fare soldi con cure che non funzionano. Se qualcuno – prosegue – sta prendendo in considerazione un trattamento non convenzionale dovrebbe davvero parlarne con il proprio medico. Spesso queste “terapie2 non funzionano e a volte potrebbero anche fare del male”.

Aiuti vegetali

Nella lista curata dal Daily Mail c'è anche “Curing cancer with carrots” racconta la storia di Anna Cameron, una donna che sostiene di aver curato il cancro al colon in fase avanzata bevendo il succo di carota. Rifiutando la chemioterapia, la donna ha scelto di provare a bere 2,26 litri di succo di carota ogni giorno dopo essersi imbattuta in articoli online che ipotizzavano un aiuto da parte della pianta. Nel suo libro, evidenzia Adnkronos, descrive come le carote possono ripristinare il potere naturale del corpo di uccidere i tumori.  Altro titolo che ha fatto discutere gli oncologi è “The definitive Guide on the management and cure of testicular cancer using cbd oil” scritto da Margret Silvia che descrive in dettaglio come il prodotto a base di cannabis può “combattere le cellule tumorali“. Secondo Ledwick “non ci sono prove che questo tipo di cura possa aiutare a combattere il cancro”. In conclusione, Edzard Ernst, ricercatore di medicina complementare all'Exeter University, lancia un suggerimento ad Amazon: “sarebbe un passo nella giusta direzione se donasse parte dei suoi profitti a organizzazioni benefiche e ad istituti di ricerca contro il cancro”. 

La testimonianza

La salute spinge a credere a qualunque falso rimedio. Carolina oggi ha 40 anni, ma ne aveva trenta quando s’è introdotta, con la sua famiglia, in un’associazione che prometteva di guarire da ogni malattia, curandosi attraverso una dieta alimentare. Il primo è stato il fratello, che s’era ammalato gravemente a seguito di un’infezione contratta attraverso un virus, poi la madre, convinta che il figlio ne avrebbe tratto giovamento. Infine, lei, con problemi di salute non risolti e che, dopo due anni, era arrivata a pesare 35 chili nei suoi 168 cm di altezza. Un inferno durato dieci anni, che è costato a queste tre persone la perdita di molti soldi, dato che sono stati costretti a lavorare gratis e a indebitarsi per terapie e corsi di formazione. E poi un’infinità di regole e divieti: vietato tagliarsi i capelli e le unghie due volte a settimana, niente trucco per le donne e gonne lunghe, divieto di lavarsi nel periodo del ciclo mestruale, gli uomini non potevano indossare abiti viola o verdi, divieto di frequentare le scuole e di ballare. Ogni mattina era obbligatorio recitare un mantra buddista per un’ora. Non si potevano usare cellulari né internet, o mangiare qualcosa che non fosse prodotto dai laboratori dell’associazione, perché considerato cancerogeno. Il cibo andava mangiato lentissimamente e consisteva sempre in verdure, cereali e legumi, senza condimenti. Era vietato, inoltre, rivolgersi ai medici, e chi lamentava qualche sintomo veniva rimproverato pubblicamente, dicendo che il motivo era il non rispetto di qualche regola alimentare. Carolina racconta che la dieta, inizialmente, produceva alcuni benefici alla salute e che il guru della setta sosteneva che, andando avanti e seguendo tutto alla lettera (così come indicato dalla ristretta cerchia di persone a lui più vicine, “i capi”), gli adepti sarebbero guariti da tutti i mali. Il culto della personalità del “maestro” veniva creato attraverso le vacanze studio a pagamento in cui per due settimane le vittime venivano bombardate con i messaggi video del guru. Dopo alcuni mesi, durante i quali si mangiava poco, si lavorava continuamente senza percepire alcun soldo ma solo per la giusta causa dell’associazione, Carolina si rese conto che, chi contravveniva alle regole, prima veniva colpevolizzato e poi picchiato dai membri del “nucleo centrale” dell’associazione. La donna ha deciso di uscire dalla setta nel 2013, quando non ce l’ha fatta più a subire abusi, arrivata alle soglie dell’anoressia e preoccupata per il fratello e la madre, anche loro in condizioni di grave disagio psicologico.

Effetto social  

Cure improbabili dalle promesse miracolose o vaccini che uccidono. O ancora, terapie negate da medici e scienziati al soldo di Big Pharma che invece nasconderebbero la cura per il cancro.”Sono solo alcune delle fake news più virali sulla salute circolate nel 2019- osserva l'Ansa– È il risultato di un'analisi di Nbc News, a partire da 50 articoli che da soli hanno generato oltre 12 milioni tra condivisioni, reazioni, commenti sul web, principalmente su Facebook”. Complessivamente il cancro è stato il protagonista principale delle notizie false riguardanti la salute, con articoli virali che promuovevano fantomatiche cure per i tumori e che compongono almeno un terzo dell'intera lista delle bufale online. Al primo posto è risultata la notizia secondo cui un misterioso gruppo con interessi economici (che comprende medici e aziende farmaceutiche) starebbe nascondendo una cura per il tumore. Tutto è partito da un articolo pubblicato in aprile dal titolo “L'industria dei tumori non cerca le cure: è troppo impegnata a fare soldi”: questa notizia ha generato circa 5,4 milioni di reazioni sul sito “Natural News”, creato e gestito da Mike Adams, fornitore di integratori alimentari. Ha avuto il suo maggiore successo su Facebook, dove Natural News ha totalizzato quasi 3 milioni di follower fino a giugno, quando è stato eliminato con l'accusa di diffondere informazioni fuorvianti e inaccurate per attrarre click. Un'altra notizia virale riguardava sempre il cancro ed è partita da un articolo di per sé non falso, riportato dalla Florida Fox su un vaccino sperimentale contro il cancro del seno. È stato condiviso da 1,8 milioni di utenti.

Zenzero e marijuana

“La marijuana come cura oncologica è stata sicuramente la più diffusa: esperti della Stanford University hanno calcolato che le ricerche online sulla cannabis e i tumori sono cresciute di 10 volte rispetto ad altre notizie mediche- sottolinea l'Ansa-. Non meno famosa è la notizia sullo zenzero, dichiarato addirittura 10 mila volte più efficace dei farmaci chemioterapici nel combattere le cellule tumorali: così titolava un articolo che ha totalizzato oltre 800mila tra condivisioni e commenti”. Seguono il succo di papaya, il timo, l'aglio, il rosmarino, il lime, e molte altri rimedi erboristici, verdure e frutti esotici, tutti circolati nel 2019 come cure contro tumori, diabete, asma e influenza. E ancora ci sono state le notizie sui vaccini che hanno cavalcato il dolore di mamme che hanno perso un bimbo per motivi in realtà del tutto indipendenti. Anche in questo caso tra i siti coinvolti figura Natural News e poi Children's Health Defense, organizzazione guidata dall'attivista anti-vaccini Robert Kennedy Jr.

Trattamenti omeopatici

Questo tipo di contenuti ha generato oltre un milione di azioni online, diffondendo informazioni su presunti rischi dei vaccini su bambini e gestanti. “Queste notizie possono avere conseguenze dirompenti sulla salute – sostiene Nat Gyenes, della Harvard University – ad esempio riducendo le soglie di vaccinazione raggiunte con grave rischio per i bambini i cui genitori scelgono vie alternative o trattamenti omeopatici come prima scelta per prevenire o curare una malattia e ricorrono alle terapie convenzionali quando spesso è già troppo tardi”.

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