Caso ranitidina, l'Ema prende precauzioni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:00

Attenzione alla nitrosammine, ce lo chiede Amsterdam. L'Agenzia europea per i medicinali (Ema), che ha sede nella capitale olandese, ha diffuso la richiesta che tutti i farmaci autorizzati al commercio all'interno dell'Unione europea dovranno essere analizzati per riscontrare o meno la presenza sostanze potenzialmente cancerogene per l'uomo. La decisione dell'Ema arriva in seguito ai provvedimenti presi dell'Agenzia italiana del farmaco dopo che è stata trovata traccia di N-nitrosodimetilammina in alcuni farmaci per il contrasto dell'acidità gastrica contenenti il principio attivo ranitidina prodotto dalla Saraca-Laboratories-India. L'Aifa ha deciso di ritirare alcune di queste medicine dal mercato e dalla distribuzione, tra cui lo Zantac in fiale e in compresse, e di vietare l'uso di altre, tra cui il Buscopan antiacido in compresse sia effervescenti sia ricoperte da pellicola. Sul sito dell'Aifa è possibile trovare i due elenchi. Sempre dall'Agenzia italiana è arrivato un allarme: in questi giorni circolano in Rete delle liste fake su cui non bisogna fare affidamento

L'allarme dell'Aifa

L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) informa che sui social network circolano alcune liste di farmaci che conterrebbero il principio attivo ranitidina, ma quegli elenchi non hanno nulla a che fare con le liste di medicinali per cui l'Aifa ha disposto sia il ritiro dalle farmacie e dall'intera filiera distributiva sia il divieto di utilizzo per i pazienti dopo che in alcuni lotti è stata riscontrata un'impurità potenzialmente dannosa per l'uomo. L'Agenzia raccomanda di cercare informazioni in merito alle medicine oggetto dei provvedimenti restrittivi escluvamente sul suo sito e di rivolgersi al medico se si sta assumendo un farmaco contenente la ranitidina. Sempre sul portale dell'Aifa sono pubblicati gli elenchi ufficiali delle medicine per cui vigono il ritiro e per quelle di cui è stato vietato l'utilizzo. Nelle due liste sono presenti dei farmaci contro l'acidità gastrica. Tra quelli ritirati rientra lo Zantac in compresse, compresse effervescenti e fiale, tra quelli vietati il Buscopan, sia pasticche effervescenti che rivestite con film.

I provvedimenti

La decisione dell'Agenzia è arrivata dopo una revisione di questi medicinali effettuata dall'Ema, il corrispondente europeo dell'Aifa, dopo che alcuni test su prodotti contenenti ranitidina avevano riscontrato un'impurezza ritenuta possibilmente cancerogena, la N-nitrosodometilamina (NDMA) Si tratta di una vecchia conoscenza dell'Agenzia, infatti era già stata trovata nel 2018 in una classe di farmaci contro l'ipertensione, i Sartani. Che sono poi stati ritirati dal commercio, a scopo precauzionale. In questa nuovo caso, l'Aifa ha deciso ditogliere dal mercato e di vietare di i lotti di quei farmaci contenenti ranitidina prodotta dalla Saraca Laboratories-India, quella in era stata riscontrata la NDMA. Sono in corso analisi anche su medicine di altre aziende che contengono lo stesso principio attivo. L'Agenzia consiglia inoltre che se si è in cura con un farmaco a base di ranitidina, non sospendere il trattamento ma rivolgersi al proprio medico che potrà anche consigliare un prodotto alternativo. La stessa cosa vale, sottolinea l'Aifa, per prende una medicina senza prescrizione.

Di cosa stiamo parlando

La ranitidina è una molecola antagonista dei recettori H2 dell'istamina (un mediatore chimico) il cui effetto è di contrastare l'acidità di stomaco. Viene usata tra le altre cose – si legge sul sito dell'Aifa – nel trattamento dell'ulcera e del reflusso gastroesofageo. Per acquistarla in Italia serve la prescrizione medica,  si trova in compresse, sciroppi o soluzioni iniettabili per endovena. La NDMA, illustra l'Agenzia, è “una sostanza chimica inorganica che si genera come sottoprodotto di numerosi processi industriali“. Secondo l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), è potenzialmente cancerogena per l'uomo. A dosi molto basse si può trovare nelle forniture d'acqua e in alcuni cibi cotti, affumicati o stagionati. Secondo gli esperti, se assunta in basse quantità non dovrebbe causare danni.

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