Decreto clima in Consiglio dei ministri il 3 ottobre

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:50

Governo e sindacati collaborano contro i cambiamenti climatici. “Sarà un decreto legge perché l'emergenza climatica ormai la riconosciamo tutti. Se c'è un'emergenza climatica c'è anche un'emergenza legislativa; e il decreto legge è un decreto di urgenza, fermo restando che poi il Parlamento lo può arricchire. Ci mancherebbe altro- afferma il ministro dell'Ambiente Sergio Costa. Secondo me, con un po' di fortuna, il tre ottobre ce la facciamo», dice Costa”.  Per il provvedimento sul clima, che non era stato poi inserito nello scorso consiglio dei ministri, tra l'altro si era anche parlato del fatto che potesse non avere i requisiti di urgenza e quindi, evidenzia l’Ansa, assumere una forma tradizionale, cosa che avrebbe però tolto la via preferenziale nel percorso legislativo. “Secondo me – spiega Costa – con un po' di fortuna il tre ottobre ce la facciamo. Io dopo devo andare alla Cop in Costa Rica (il vertice sui cambiamenti climatici dell'Unfccc, la convenzione delle Nazioni Unite dedicata) e mi piacerebbe portare questo risultato. L'importante per me è che si chiuda”.

Per un Pil più ecologico

“Se il premier Giuseppe Conte ha aperto uno spiraglio, parti sociali e terzo settore sembrano pronti a rilanciare, per far diventare un po' più verde il nostro Pil”, osserva LaPresse. Dal punto di vista concreto, Cgil, Cisl e Uil propongono “la costituzione di una cabina di regia, sotto la presidenza del Consiglio dei ministri, con il coinvolgimento delle parti economiche e sociali”. L'intento è quello di per coordinare le politiche di sviluppo sostenibile, la riconversione ecologica delle produzioni, e per “sostenere i lavoratori coinvolti nell’emergenza climatica”. Nelle ore del terzo sciopero globale per il clima, che coinvolgerà decine di città in tutta Italia, anche i sindacati scendono in campo a difesa dell'ambiente. Il tema è da tempo in cima alle priorità delle parti sociali, visti i possibili riflessi positivi sul mondo del lavoro sostenibile. Si legge con questa chiave il documento unitario dal titolo “Per un modello di sviluppo sostenibile, lavoro, ambiente, clima, territorio”, presentato a Roma da Cgil, Cisl e Uil.  Le parole cardine, riferisce LaPresse, sono “concertazione e negoziazione”, per coinvolgere un ampio mondo di attori istituzionali, imprenditoriali e del terzo settore, strumenti “imprescindibili per un modello di sviluppo sostenibile”. Il momento sembra propizio, visto che anche il premier Giuseppe Conte, direttamente dall'assemblea generale Onu, ha confermato l'intenzione di realizzare “subito un Green New Deal, con l'Italia in prima linea sull'ambiente”.

L’economia verde

I sindacati cercano così di prendere la palla al balzo, chiedendo “iniziative per l’economia verde e, in particolare, una nuova politica industriale che preveda un incremento programmatico degli investimenti nazionali, infrastrutture ambientali ed energetiche, la messa in sicurezza del territorio, la prevenzione antisismica e idrogeologica, oltre che sviluppare misure credibili per il raggiungimento di target sull’energia rinnovabile, salvaguardando i livelli occupazionali, a partire della prossima legge di Bilancio”. Andando a spulciare il documento, tra i punti più urgenti spiccano la tutela del capitale umano e del mondo del lavoro in una fase di transizione, l'uso sostenibile delle risorse e la decarbonizzazione dell'economia.

Emergenza climatica

“Gli obiettivi prioritari per Cgil, Cisl e Uil sono la giustizia climatica e la giusta transizione. Sappiamo che gli impatti peggiori del cambiamento climatico colpiscono e colpiranno i meno responsabili e i più deboli -sottolineano i sindacati -. Siamo convinti che per vincere questa sfida occorra un cambiamento radicale dell'intero sistema economico e produttivo che deve spostarsi da un modello lineare basato sulle fonti fossili, (estrazione, produzione, consumo, e smaltimento in discarica), consumistico e iniquo a un nuovo modello di sviluppo equo e sostenibile”. Ma, è il ragionamento, i decisori politici non stanno agendo con la dovuta urgenza e servono “alleanze con la società civile, con il movimento dei Fridays For Future (FFF), aderendo ad esempio alla mobilitazione globale per il clima in programma domani. Insomma, agire subito per trasformare parole come economia circolare, green economy ed emergenza climatica da slogan sui social a lotta politica e sindacale.

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