Caldo, Coldiretti: “L’Italia brucia: nel 2022 incendi triplicati”

Coldiretti: "Temperature oltre i 40 gradi a causa di Caronte. Si moltiplicano i roghi dalla Liguria alla Sardegna, dalla Toscana alla Puglia"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:43

L’Italia brucia a causa degli incendi, triplicati nell’ultimo anno rispetto alla media storica: più di un rogo ogni due giorni dall’inizio del 2022 in un’estate che arriva dopo una primavera che si è classificata come la sesta più calda di sempre sul pianeta. È quanto emerge dalle elaborazioni Coldiretti su dati Effis in riferimento all’ultima ondata di caldo con temperature oltre i 40 gradi portate dall’anticiclone Caronte sull’Italia dove si moltiplicano i roghi dalla Liguria alla Sardegna, dalla Toscana alla Puglia.

Coldiretti: “Situazione devastante”

“Una situazione devastante con un 2021 che in Italia ha visto – ricorda Coldiretti – ben 150mila ettari di territorio da nord a sud del Paese inceneriti da 659 tempeste di fuoco”. Una situazione che “aggrava il conto dei danni causati dalla siccità con la mancanza di precipitazioni che – evidenzia la Coldiretti – in Italia sono risultate in media addirittura dimezzate rispetto allo scorso anno ma con riduzioni percentuali ancora più altre nelle regioni del Nord. Siamo di fronte – continua la confederazione agricola – a una vera e propria emergenza nazionale per coltivazioni ed allevamenti travolti da una catastrofe climatica che si prefigura addirittura peggiore di quella del 2003 che ha decimato le produzioni agricole”.

“A fronte di una crisi idrica la cui severità si appresta a superare quanto mai registrato dagli inizi del secolo scorso, chiediamo che venga dichiarato al più presto lo stato di emergenza nei territori interessati, tenuto conto del grave pregiudizio degli interessi nazionali” auspica il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nella lettera inviata al presidente del Consiglio Mario Draghi, chiedendo “l’intervento del sistema della Protezione civile per coordinare tutti i soggetti coinvolti, Regioni interessate, Autorità di bacino e Consorzi di bonifica, e cooperare per una gestione unitaria del bilancio idrico”.

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