LUNEDÌ 15 LUGLIO 2019, 05:00, IN TERRIS

Che confronti

RAFFAELE BONANNI
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Maria Elena Boschi e Paola Taverna
Maria Elena Boschi e Paola Taverna
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a vicenda annosa, tutta italiana, di un numero esteso di giovani disoccupati, che però non sono in grado di corrispondere alle aspettative delle aziende che richiedono persone con qualifiche precise per sostenere le proprie produzioni, ha fatto litigare la deputata del Pd Maria Elena Boschi con la là vicepresidente del Senato Paola Taverna, pentastellata. L’ex ministra Boschi, stigmatizzando la situazione del mercato del lavoro, per la carenza di professionalità, ha avuto modo di sostenere che il governo in luogo di erogare sussidi del reddito di cittadinanza, avrebbe fatto bene a fare qualcosa per preparare i giovani professionalmente per andare a lavorare. Insomma la deputata renziana, ha detto cose condivisibili, valide per oggi ma anche per il passato. Fulminea è stata la risposta a mezzo social della senatrice Grillina; ma non attinente il tema. Infatti gli manda a dire che intanto il reddito di cittadinanza è in vigore, e che invece la Boschi farebbe bene ad iscriversi ad un corso di saldatore giacché il governo è prossimo a ridurre vigorosamente il numero dei parlamentari, così troverebbe un posto di lavoro in carenza di uno scranno parlamentare.

Ora raccontato questo episodio, che somiglia a tantissimi altri di questo tipo, si capisce che la politica in Italia è proprio malata. La signora 5 stelle, poteva rispondere alla sua collega avversaria, che i rilievi fatti, riguardano tutti i governi dell’ultimo ventennio; ma non l’ha fatto. Come accade frequentemente, il confronto è fatto di contumelie e minacce: cioè una situazione fuori di ogni logica ordinaria della politica.Gli ha detto in pratica che la stanno mettendo fuori dal parlamento, rendendola potenzialmente disoccupata. Se ci pensate bene è accaduto anche durante la campagna elettorale europea: si ripeteva dagli stessi ambienti di Taverna, che avrebbero sloggiato da Strasburgo i loro avversari, ma il risultato finale è stato esattamente il contrario. Come si nota, spesso si parla proprio per parlare.

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