L’importanza del turismo inclusivo per lo sviluppo dell’autonomia

Nonostante i miglioramenti, l'Italia e l'Europa devono sviluppare ulteriormente questo tipo di turismo per dare vita ad una società migliore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:04
disabilità

I termini turismo accessibile e inclusivo stanno ad indicare quell’insieme di servizi e strutture messi a disposizione delle persone con esigenze speciali o con disabilità per permettere a loro di viaggiare in libertà e senza alcun tipo di impedimento logistico dettato dalla presenza, ad esempio, di barriere architettoniche.

L’importanza dell’accessibilità in ogni sua declinazione

In particolare, il concetto di accessibilità deve andare oltre l’eliminazione delle barriere architettoniche e deve considerare la relazione che si crea tra la persona e l’ambiente circostante, non solo in termini di natura, ma anche nella sua accezione culturale e sociale.

A tal proposito l’Organizzazione Mondiale del Turismo, in attuazione dell’articolo 30 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità ha varato il manifesto sul turismo accessibile denominato Project for All che – dal 2010 – ha sancito: “La persona nella sua accezione più completa, con i suoi specifici bisogni derivanti da condizioni personali e di salute come cittadino e cliente che ha diritto a fruire dell’offerta turistica in modo completo e in autonomia, ricevendo servizi adeguati e commisurati a un giusto rapporto qualità prezzo”.

I viaggiatori con disabilità in Europa e in Italia

Rispetto a quanto detto precedentemente è utile ricordare che, in Europa occidentale, ci sono oltre 80 milioni di persone con disabilità di cui 36 milioni sono disposti a viaggiare e di questi, già sei milioni effettuano regolarmente delle vacanze. In Italia invece ci sono tre milioni di persone con disabilità di cui circa 900 mila viaggiano regolarmente a cui se ne potrebbero aggiungere altre 500 mila se vi fosse un miglioramento finalizzato a rispondere in maniera migliore alle richieste del turista con esigenze speciali progettando un sistema più ospitale che permetta di vivere un’esperienza completa di vacanza in autonomia.

In riguardo a questo bisogna sottolineare che – il turismo europeo – a causa delle carenze in termini di infrastrutture e servizi destinati ai viaggiatori con disabilità, registra un mancato introito di oltre 140 miliardi di euro, per questo è fondamentale incoraggiare la domanda ma allo stesso tempo migliorare l’offerta in termini di accessibilità e inclusione in ogni periodo dell’anno.

L’impegno del mondo associativo

L’impegno di tutte le associazioni che rappresentano le persone con disabilità e i loro famigliari su questo tema è massimo, a tal proposito Alda Cattelini – presidente provinciale di Aias Sondrio – ha dichiarato che: “Lo sviluppo del turismo inclusivo è fondamentale per sviluppare le attitudini e le inclinazioni delle persone con disabilità. Ognuno di noi ha il dovere di contribuire a rimuovere le barriere architettoniche ma, anche e soprattutto, le barriere sociali, le quali impediscono la fruizione del turismo in autonomia da parte delle persone con disabilità. La mia esperienza è maturata in molti anni di turismo inclusivo – tanto che la nostra sezione – ha cominciato ad organizzare soggiorni marini e culturali a partire dal lontano 1989, quando era molto difficile non solo trovare strutture adeguate ma anche soltanto essere accettati -. Questa esperienza ci ha insegnato che le persone fragili nella vacanza riescono a migliorare il proprio livello di autonomia e di socializzazione ma, nonostante i molti miglioramenti che si possono ancora fare, il paese ha compiuto importanti progressi nell’accoglienza anche per merito delle esperienze di turismo sociale organizzate dalle varie associazioni. Le finalità dei nostri soggiorni marini, effettuati per molti anni fino a prima dell’arrivo della pandemia, sono molteplici; innanzitutto consentire una vacanza salutare alle persone con disabilità e ai loro familiari, favorendo un reciproco arricchimento esperienziale, culturale ed affettivo. In seguito, si è inteso favorire le esperienze di volontariato, specialmente tra i più giovani, con l’intento di favorire incontri, scambi e occasioni di socializzazione. Anche lo stesso settore turistico ha tratto benefici dal turismo inclusivo che si concretizzano in una attenzione più puntuale ai bisogni delle persone e in un miglioramento della qualità dell’accoglienza. Questi sono aspetti che vanno a beneficio di tutti”.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.