Un premio di Fratelli d'Italia a Thomas Evans

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:32

Sabato 22 settembre, alle ore 13.00, consegna del Premio Atreju a Thomas Evans, genitore del piccolo Alfie Evans, affetto da una grave malattia genetica sconosciuta e deceduto il 28 aprile 2018 presso l’Alder Hey di Liverpool dopo una lunga battaglia legale tra la famiglia, l’ospedale britannico, le autorità inglesi, italiane ed europee. Il caso di Alfie ha commosso il mondo e anima ancora un grande dibattito a livello internazionale sui temi etici. La mobilitazione globale per dare una speranza al piccolo di continuare a vivere ha coinvolto cittadini, associazioni, politici ed Istituzioni. Ad interessarsi del caso Papa Francesco, che il 18 aprile 2018 ha ricevuto in udienza privata Thomas Evans. Una battaglia che ha visto in prima linea anche Giorgia Meloni, che ha chiesto e ottenuto dal Governo italiano la concessione della cittadinanza italiana per il piccolo Alfie nel tentativo di trasportarlo in Italia presso l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, che aveva offerta la sua disponibilità a tentare una cura sperimentale. Alla consegna del premio parteciperanno Emmanuele Di Leo, presidente di Steadfast Onlus, l’associazione che ha seguito fin dall’inizio il caso in costante contatto con la famiglia Evans, e il direttore del quotidiano Avvenire, Marco Tarquinio. Nel corso dell’incontro verrà rinnovato l’appello al sindaco di Roma, Virginia Raggi, per intitolare alla memoria del piccolo Alfie una strada della Città Eterna, come richiesto da una mozione depositata da FdI in Aula Giulio Cesare.

Un premio, quello a Thomas Evans, di cui “vado molto fiera”, ha detto Giorgia Meloni stamattina, nel corso della conferenza stampa di presentazione della festa di Frateli d'Italia “Atreju”. La storia del piccolo Alfie – ha proseguito la leader di FdI – “è molto commovente, per la battaglia dei suoi genitori, per la sua vicenda personale, ma rappresenta anche un insegnamento, è una grande battaglia di civiltà”. La Meloni ha ricordato durante il caso Eluana Englaro, “tutti si schierarono con il padre della giovane” che “voleva decidere cosa fosse meglio per sua figlia”, mentre per il caso Alfie, nessuno si è schierato con i genitori del piccolo inglese che, al contrario, volevano che loro figlio “rimanesse attaccato alla spina”. E' come se – ha concluso la Meloni – “alla fine vincesse sempre chi vuole la morte”.


Emmanuele Di Leo (Steadfast Onlus) e Giorgia Meloni

 

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