Tra rassegnazione e voglia di emergere

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:46

Eredi e Innovatori. I giovani protagonisti della storia”: sarà questo il titolo della 94esima Giornata dell'Università Cattolica, in occasione della quale verrà pubblicato il Rapporto giovani 2018, curato dall'Istituto Toniolo con il sostegno della Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo. Un dossier nel quale sarà esplicato il modo in cui i ragazzi interpretano il concetto di impegno sociale, bilanciato fra disillusione e voglia di protagonismo: dal RG2018, infatti, emerge come le nuove generazioni gestiscano il loro vivere in società. Per il 73,8% di loro, impegnarsi in prima persona è un obiettivo ancora possibile da realizzare. Per un 67,7% il cambiamento assume connotati positivi anche se, al momento, vige una certa dose di rassegnazione e disillusione.

Lavoro

Vasti e differenti i campi dell'indagine. Anzitutto il tema dell'immigrazione: il 70% degli under 35 intervistati è concorde nell'affermare che l'atteggiamento degli italiani nei confronti dei migranti sia in prevalenza ostile, un dato vertiginosamente cresciuto rispetto al 57% del 2015. Per quanto riguarda il lavoro, il 60% dei giovani crede che i datori dovrebbero mostrare più considerazione per l'offerta agli italiani prima che agli immigrati, mentre un 37,4% ritiene vero il contrario. La situazione lavoro, al di là del problema dell'immigrazione, risulta fra le più sentite: in molti ritengono che l'impatto dei cambiamenti sociali e demografici sia notevole, specie in relazione al prolungamento dell'operato dei lavoratori anziani.

Rete e religione

Ma il Rapporto dell'Istituto Toniolo indaga anche sul tema della “vita in rete”, parte integrante del dossier nella quale viene analizzato il tempo trascorso dai giovani nello status di “connessi”. Interessanti i dati sull'hate speech: secondo i giovani, l'odio in rete è collegato alle tensioni sociali, in una sorta di effetto riflesso. Il 61,2% si ritiene d'accordo con questo aspetto, mentre solo il 12,2% ritiene che l'odio online possa essere considerato come una forma socialmente accettabile in cui incanalare l'espressione dell'odio e del risentimento. Per quanto riguarda l'aspetto politico, i giovani hanno fornito risposte disomogenee: solo il 35,1% ha manifestato vicinanza a un partito, mentre il 24% esprime solo un interesse potenziale. Nel Rapporto si parla anche di esperienza religiosa e trascendenza: la religione cattolica continua a essere il principale culto dei giovani (52,7%), con il 23% degli intervistati ad affermare di non credere. Permane però una distanza dalla pratica dei rituali religiosi: gli under 35 ad andare in Chiesa almeno una volta a settimana sono appena l'11,7%, mentre il 53,8% costituisce la percentuale di frequentatori occasionali. Addirittura il 25,1% ha affermato di non parteciparvi mai.

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