Riscaldamento globale? L'Onu prevede scenari apocalittici

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:00

Uno scenario da film apocalittico. Ghiacciai sciolti, oceani saliti di livello come mai prima, eventi metereologici estremi sempre più frequenti e perdita di parte della biodiversità marina. Tutto questo per effetto del riscaldamento climatico. È questa la fotografia del prossimo futuro del nostro pianeta scattata dal comitato scientifico delle Nazioni unite sul clima nel suo ultimo rapporto “Oceano e criosfera in un clima che cambia”, presentato mercoledì 25 settembre. Lo studio è uscito dopo che sessantasei paesi al summit sul cambiamento climatico tenutosi a New York a margine dell'Assemblea generale dell'Onu hanno raggiunto l'accordo per azzerare le emissioni di anidride carbonica entro il 2050. Data limite entro la quale scongiurare l'aumento della temperatura mondiale di 1,5 gradi, come stabilito nell'Accordo di Parigi del 2015. Lunedì 23 settembre è uscito un altro studio, frutto di una ricerca chiesta da 14 Paesi, che spiega che gli oceani possono essere un grande alleato dell'uomo nella lotta alle emissioni.

L'apocalisse

Lo studio “Oceano e criosfera in un clima che cambia” diffusa dai ricercatori riuniti nel Principato di Monaco, illustra come il XXI secolo subirà il devastante impatto del global warming. Le principali vittime saranno i mari, i ghiacci e i loro abitanti. Tra il 2031 e il 2050, secondo gli scienziati, potremmo assistere a un innalzamento senza precedenti del livello degli oceani, con un aumento della CO2 e una diminuzione dell'ossigeno che decimerà la flora, le alghe, e la fauna, i pesci, marina. Questo avrà effetti pure sulle specie che rimarranno, le quali dovranno cambiare le loro abitudini alimentari e vivranno in un ecosistema modificato. Mari più caldi porteranno fenomeni estremi come alluvioni, inondazioni e altri come El Nino, che periodicamente colpisce il versante orientale dell'America Latina, ad accadere con sempre maggior frequenza. La criosfera, l'estensione dei ghiacci, si contrarrà a livello globale. Lo scioglimento dei ghiacciai, sia polari sia montani, e la fusione del permafrost (suolo perennemente ghiacciato) avranno effetti negativi sia per i corsi d'acqua che per le attività produttive dell'uomo e gli insediamenti.

Cinque soluzioni

Un valido aiuto all'abbattimento delle emissioni inquinanti lo possono dare gli oceani, secondo gli scienziati dell'High Level Panel for a Sustainable Ocean Economy. Lo scrivono in “Oceano come soluzione per il cambiamento climatico: cinque opportunità di azione”, su incarico di Australia, Canada, Cile, Figi, Ghana, Indonesia, Giamaica, Giappone, Kenya, Messico, Namibia, Norvegia, Palau e Portogallo. Questa porzione di idrosfera è infatti in grado di assorbire , ogni anno, il 21% dell'anidride carbonica che rilasciamo. Le soluzioni che propongono gli scienziati sono l'uso dell'energia rinnovabile prodotto dagli oceani – eolica, moto ondoso, maremotrice, solare –  che consentirebbe di “risparmiare” 5,4 gigatonnellate di CO2 entro il 2050, la decarbonizzazione del trasporto marittimo e delle attività portuali. Ancora, servirebbe sensibilizzare la popolazione mondiale a una dieta proteica ma più sostenibile basata su frutti di mare e alghe marine, ripristinare gli ecosistemi “blue carbon”, in grado cioè di assorbire l'acido carbonico. Infine sostenere lo studio e la ricerca sugli oceani per una migliore informazione sugli effetti del cambiamento climatico e sulle scelte da prendere. 

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