La battaglia femminile contro l'aborto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:05

Si chiama “Grace to be born” (La grazia di essere nati) ed è movimento pro-vita che unisce le donne cattoliche nella lotta al fenomeno dell’aborto. Attivo nelle Filippine – come spiega AsiaNews – esso fornisce alternative a chi affronta una gravidanza difficile e intende abortire il bimbo che porta in grembo.

Il sostegno

L'associazione può contare su una struttura fondata nel 2009, che accoglie madri non sposate e bambini abbandonati. Lì dentro gli ospiti possono contare sulle spese di maternità e sulla cura in collaborazione con gli ospedali governativi.

Finora sono state aiutate circa 263 donne e circa 221 bambini strappati all'aborto. “Quando le donne sono qui, si rinnovano per loro stesse, per la famiglia e per il loro bambino”, dichiara Ester Palacio, operatrice sociale presso “Grace to be born”. Alle donne viene garantito anche supporto psicologico da parte di medici pro-vita.

L'aborto nelle Filippine

Il tema dell'aborto è molto discusso nelle Filippine. La Chiesa cattolica è in prima linea per combattere questa piaga, diffusa in modo clandestino. Ad affiancare il clero c'è l'organizzazione no-profit Heartbeat International, associazione internazionale che conta più di 1.800 centri per le gravidanze, nei quali si forniscono consulti e servizi di sostegno per spingere le donne in crisi a tenere il proprio bambino, anziché abortire.

L'aborto nel Paese asiatico è illegale in tutte le circostanze e non esistono eccezioni. Di qui la diffusione di aborti clandestini. Secondo il Guttmacher Institute, circa mille donne muoiono ogni anno per le complicazioni dell'aborto, pratica che contribuisce all'elevata mortalità materna della nazione. Le proiezioni basate su dati del 2000 indicano che nel 2012 sono state ricoverate centomila donne per tali patologie, a fronte delle 610mila che hanno abortito.

Distribuzione di preservativi

Per far fronte alla diffusione delle interruzioni di gravidanza, nel gennaio scorso il presidente Rodrigo Duterte ha fatto distribuire seimilioni di preservativi a donne filippine, punto cardine del piano sulla “procreazione responsabile e la salute riproduttiva” lanciato dal suo predecessore Benigno Acquino III. Un tentativo simile era stato fatto da quest'ultimo due anni fa, ma il ricorso di numerosi movimenti cattolici aveva di fatto bloccato la distribuzione gratuita di 400mila spirali.

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