“Salta su – Ripartiamo dal lavoro”, la prossimità che fa crescere la società

L'importanza della prossimità ai lavoratori fragili spiegata a Interris.it dal dott. Roberto Cesa, referente della campagna "Salta su: ripartiamo dal lavoro", promossa dalle Acli

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Le declinazioni della dignità nel rapporto di lavoro sono molteplici e, in primis, hanno il compito di mettere la tutela delle persone al centro della società e del ciclo economico. In altre parole, l’obiettivo del lavoro consiste anche nel dare un’opportunità a coloro, per vari motivi, si trovano ad essere momentaneamente esclusi dal mondo del lavoro. Su questo, le Acli, nel corso degli anni, hanno dato vita a diverse attività volte a sostenere le persone in condizione di fragilità lavorativa, una di queste è promossa in Lombardia e si chiama “Salta su: ripartiamo dal lavoro”. Interris.it, in merito a questa esperienza di prossimità attraverso il lavoro, ha intervistato il dott. Roberto Cesa, coordinatore dell’area lavoro di Acli Lombardia e membro del Consiglio di amministrazione di Enaip Lombardia.

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L’intervista

Dott. Cesa come nasce e che obiettivi ha la raccolta fondi “Salta su: ripartiamo dal lavoro”?

“La raccolta fondi ‘Salta su: ripartiamo dal lavoro’ nasce dall’esperienza degli sportelli lavoro che, le Acli, stanno portando avanti in diverse provincie della Lombardia. Questa attività, ci porta ad incontrare molte persone disoccupate che, in alcuni casi, è sufficiente accompagnare con un percorso informativo, di ascolto e orientamento per metterli in condizione di effettuare una ricerca efficace di un impiego. Altri utenti invece, hanno bisogno di interventi più massicci quindi, attraverso delle borse lavoro, si finanziano percorsi formativi molto professionalizzanti o direttamente tirocini extracurricolari ed altre attività di questo tipo, con la finalità di portare le persone dentro le aziende e dare loro una chance concreta di fermarsi li. L’obiettivo di ‘Salta su’, in linea con quanto fatto, è la raccolta di più fondi possibili per finanziare molte borse lavoro”.

Papa Francesco, nel corso del suo pontificato, molte volte ci ha richiamato alla valorizzazione della dignità del lavoro. In che modo, la campagna in corso, va in questa direzione?

“In qualità di Acli, cerchiamo di applicare quotidianamente i preziosi appelli di Papa Francesco per la salvaguardia della dignità del lavoro. Crediamo che, quest’ultimo, debba essere il centro virtuoso della vita della società e delle persone. Inoltre, devono essere tutelate la dignità economica e la sicurezza dei lavoratori, facendo sì che, ognuno di loro, possa esprimere e formare la propria identità in quest’ambito cruciale. Occorre però aiutare che fa fatica a trovare un’opportunità in tale versante e questo è l’obiettivo a cui ci riferiamo. Intendiamo mettere in campo un’azione di prossimità autentica nei confronti degli ultimi”.

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Quali sono i vostri auspici per il futuro? In che modo, chi lo desidera, può aiutare questa raccolta fondi?

“Auspichiamo che, questo tipo di esperienza di prossimità, possa espandersi e fare da volano per altre provincie in materia di ‘sportelli lavoro’. Vorremmo poi che, i destinatari delle borse lavoro, possano trovare successo e una ripartenza in ambito lavorativo. L’obiettivo minimo che ci poniamo, per il futuro, è quello di attivare almeno una borsa lavoro per ogni provincia. In riguardo alle donazioni ci appoggiamo ad una piattaforma di crowdfunding chiamata ‘produzioni dal basso’ nella quale, in maniera molto facile, è possibile lasciare una donazione alla campagna ‘Salta su: ripartiamo dal lavoro’”.