Disability manager, Rovereto per lo sbarrieramento. “Mare nostrum” tra Oriente e Occidente

Rovereto indaga le influenze che fanno del Mediterraneo un luogo plurale. La scelta del titolo

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Rovereto come luogo di confronto e riflessione sul “mare nostrum“. Fino a sabato 10 settembre in provincia di Trento si svolge una storica manifestazione, giunta alla 42° edizione. La rassegna Oriente-Occidente indaga, con il titolo Mediterranei, le influenze che fanno del “mare nostrum” un luogo plurale. La novità di quest’anno è il ritorno della musica. In calendario un’intera programmazione speciale in seconda serata. Nelle sale del Mart una sezione dedicata agli artisti più giovani e innovativi del panorama performativo italiano.  Continua anche per il 2022 la grande attenzione all’accessibilità del pubblico con disabilità. Ciò grazie all’introduzione della figura professionale della “disability manager”. L’obiettivo è assicurarsi che il processo di sbarrieramento sia garantito nel migliore dei modi possibili. Oriente Occidente Dance Festival ritorna, dunque, ad abitare la città di Rovereto. Attraversando temi come appartenenza. Identità. Comunità. E relazioni. Attraverso il linguaggio della danza che per sua natura supera confini e barriere culturali. Ad si aggiunge quest’anno quello della musica. Che con la danza condivide queste medesime caratteristiche.
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Rovereto plurale

Il titolo dell’edizione numero 42 è Mediterranei. Un nome plurale che restituisce la frammentarietà di un luogo di diversità. Un punto di incontro e a volte anche di scontro. “Plurale significa aprirsi, allargare i propri orizzonti. Contribuendo alla decostruzione di un pensiero unico per favorire una molteplicità di voci”, spiega Lanfranco Cis. Direttore artistico di Oriente Occidente. Otto giorni di Festival. 34 appuntamenti per 18 compagnie con provenienze culturali e geografiche differenti. Tre i filoni narrativi che aiuteranno ad orientarsi nella programmazione. Ovvero, raccontare miti. Ascoltare voci. Tracciare nuove rotte. L’opening è stata affidata all’attuale direttore del Centro coreografico nazionale di Créteil in Francia, Mourad Merzouki. E alla rilettura del mito mediterraneo per eccellenza. Cioè quello di Ulisse, interpretato dai suoi dieci danzatori. Anche Roberto Zappalà (6 settembre) sceglie l’Odissea per raccontare un viaggio sulle rotte dei migranti. Mentre Rafaela Carrasco (8 settembre) esplora il mito femminile di Arianna con il flamenco. Kuik Swee Boon da Singapore, in Pán (10 settembre) indaga il concetto di “transculturazione” attraverso il mito cinese di Pangu. Mentre dal Brasile, gli “encantados” di Lia Rodrigues (7 settembre) insegnano a vivere in relazione. Superando le paure. Dalla Grecia arrivano invece i “miroloi”. Canti tradizionali di addio che hanno accompagnato la danza di Cie Siamese di Koen Augustjnen e Rosalba Torres Guerrero.
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Il primo concerto in programma, invece, ha visto protagonisti Ballaké Sissoko e la sua kora. L’arpa-liuto tipica dell’Africa Occidentale. Grande attenzione è data alle nuove traiettorie della danza nazionale e internazionale con una programmazione in seconda serata negli spazi del Mart. Tra le proposte, Irene Russolillo con Luca Brinchi e Karima DueG. Pietro Marullo. Panzetti/Ticconi. Carlo Massari. Guy Nader. E Maria Campos. Nella sezione nuove rotte anche due appuntamenti che animano il centro di Rovereto. Proyecto X di Andrea Paz. E la performance di circo urbano contemporaneo “Chouf le ciel” del collettivo marocchino Colokolo. Ad arricchire il fitto programma di spettacoli, ci sono gli incontri e le conferenze della sezione “Linguaggi”. Curati da Anna Benazzoli, Marzia Bona e Caterina Ghobert. Con la collaborazione della rivista Limes. Il tema, condiviso con gli spettacoli del Festival, è declinato da ospiti. Come il professore Egidio Ivetic e il giornalista Giovanni Vale. E ancora, la cartografa Laura Canali, Christian Elia. Laila Sit Aboha, Silvia Moresi. Lo storico Marcello Anselmo E Lorenzo Noto.
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Conferenza di sicuro interesse, quella del direttore editoriale dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, Emanuele Giordana. Il cui intervento sul Nagorno Karabakh è inserito in un sipario più ampio. Dedicato all’Armenia. Cogliendo l’occasione dell’adesione dell’Armenia al memorandum di pace di Maria Dolens alla Campana dei Caduti di Rovereto (9 settembre). Infine una conferenza-spettacolo, firmata da Alessandro Garofalo, connette mondi ed esperienze all’apparenza lontanissime.
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