Dieci anni senza il cardinale Martini. Il soffio della Scrittura nella Chiesa ambrosiana

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Martini

Sono trascorsi dieci anni dalla scomparsa di Carlo Maria Martini. Arcivescovo di Milano e biblista di fama mondiale, morì a Gallarate il 31 agosto 2012. Ha guidato la Chiesa ambrosiana per più di un ventennio. Durante il quale la diocesi visse tra l’altro gli anni di piombo del terrorismo e i rivolgimenti di Mani Pulite. Lungo due decenni Milano si abituò a riconoscere sempre nel cardinale Martini il primo riferimento morale. Tutta la città, credente e non. Fa ormai parte della storia l’episodio della consegna di un arsenale di armi in arcivescovado. Da parte di militanti di Prima Linea e del Comitato comunista rivoluzionario (CoCoRi).Martini

Durante il Grande Giubileo del 2000, Karol Wojtyla disse: “Una nuova stagione si apre dinanzi ai nostri occhi. E’ il tempo dell’approfondimento degli insegnamenti conciliari. E’ il  tempo della raccolta di quanto i Padri conciliari seminarono e la generazione di questi anni ha accudito e atteso. Il Concilio ecumenico Vaticano II è stato una vera profezia per la vita della Chiesa. Continuerà ad esserlo per molti anni del terzo millennio appena iniziato”. Sulla scia di Giovanni Paolo II, Francesco esorta “pastori e fedeli laici ad avere nel cuore la stessa ansia di vivere e attuare il Concilio. E di portare al mondo la luce di Cristo“. Per quanto riguarda il Vaticano II, Francesco ha ricreato molto dell’atmosfera di entusiasmo d’inizio Concilio. Per una Chiesa che si metteva in movimento. Che abbandonava atteggiamenti ingessati nei secoli. E aggiunge di aver pensato a quanto diceva il cardinale Carlo Maria Martini circa un nuovo spirito del Concilio. Frase che taluni interpretarono come un invito ad indire un nuovo Concilio. UcrainaMa il cardinale Martini specificò almeno due volte che non auspicava nuovi Concili. Anche perché, aggiungeva, non è stato ancora digerito il Vaticano II. Ma sperava che si producessero nuovamente l’entusiasmo e la fiducia in una Chiesa che sa rinnovarsi come era avvenuto al Concilio. Tutti ciò si è poi andato smorzando durante il post Concilio. Una visione non pessimista circa la Chiesa in Europa. Anche se meno creativa e vivace di quelle dei continenti nuovi. Molte delle pubblicazioni del cardinale Martini sono state tradotte in diverse lingue. E vengono lette nei cinque continenti. Da credenti e non credenti.MartiniNato a Torino il 15 febbraio 1927, Carlo Maria Martini entra nella Compagnia di Gesù il 25 settembre del 1944. A soli diciassette anni. Dopo il noviziato a Cuneo, studia filosofia a Gallarate. E teologia nella Facoltà teologica di Chieri. Qui viene ordinato sacerdote il 13 luglio 1952 dall’arcivescovo di Torino. Il cardinale Maurilio Fossati. Nel 1958 si laurea in teologia alla Pontificia Università Gregoriana. Con una tesi sul problema storico della Risurrezione. Dopo aver insegnato nella Facoltà di Chieri, torna a Roma. E nel 1966 si laurea in Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico. Dove diviene prima decano della Facoltà di Sacra Scrittura. E poi rettore dal 1969 al 1978. In quello stesso anno viene nominato rettore della Pontificia Università Gregoriana. Numerose le sue pubblicazioni scientifiche. Tra le quali una traduzione italiana commentata degli Atti degli apostoli (1970). E l’edizione critica, curata insieme ad altri specialisti di diverse confessioni cristiane, del “The Greek New Testament“.MartiniPredicatore di esercizi spirituali e attivo nel dialogo ecumenico e in quello con l’ebraismo. Nel 1978 viene chiamato da Paolo VI a predicare gli esercizi spirituali quaresimali in Vaticano. Il 29 dicembre 1979 Giovanni Paolo II lo nomina Arcivescovo di Milano. Nel 1980 Giovanni Paolo II gli conferisce personalmente l’ordinazione episcopale nella solennità dell’Epifania. A Milano succede al cardinale Giovanni Colombo. La sua prima lettera pastorale è dedicata alla dimensione contemplativa della vita. E la prima iniziativa cui dà vita, nel novembre del 1980, è la Scuola della Parola. Per aiutare i fedeli ad accostarsi alla Sacra Scrittura secondo il metodo della “lectio divina”. Durante il Concistoro del 2 febbraio 1983 viene creato cardinale da Giovanni Paolo II. Nel novembre 1986 organizza il grande convegno diocesano ad Assago. Dal titolo “Farsi prossimo”. E lancia l’iniziativa delle Scuole di formazione all’impegno sociale e politico. Poi avvia una serie di incontri a due voci sulle “domande della fede”. Ai quali dà il nome di “Cattedra dei non credenti”. La risonanza supera i confini ecclesiali.

 

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