Le Paralimpiadi e l’eroica quotidianità delle persone con disabilità

Qual è la situazione delle persone con disabilità nella quotidianità e quali insegnamenti ci possono dare le Paralimpiadi, è importante tenere alta l'attenzione

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Inps

I Giochi Paralimpici si sono appena conclusi ed hanno riempito la nostra anima ed il nostro cuore di emozioni indescrivibili portando all’Italia numerose medaglie con imprese sportive da record. Questo è importante momento storico fa ricordare con gratitudine le Olimpiadi di Roma del 1960 dove ha preso vita il movimento paralimpico iniziando quel percorso di inclusione delle persone con disabilità attraverso lo sport che, ad oggi, sta assumendo una valenza importante per tutti coloro che devono convivere con una limitazione.

Ora che la competizione sportiva è terminata è fondamentale che l’attenzione posta nei confronti delle persone con disabilità rimanga alta in quanto, allo stato attuale, permangono numerosi problemi legati alla quotidianità delle stesse che necessitano di interventi celeri e concreti da parte delle istituzioni deputate.

I dati relativi all’inclusione delle persone con disabilità

Rispetto a questo è importante sottolineare che, nel nostro paese, le persone affette da disabilità grave sono il 5,2% della popolazione, ovvero 3 milioni e 150 mila persone con un tasso di occupazione di solo il 31,1% tra coloro che soffrono di gravi limitazioni in età compresa tra i 15 e 64 anni. Inoltre, secondo le recenti statistiche Istat, soltanto il 43,5% delle persone con disabilità dispone di una rete di relazioni rispetto al 74,4% del resto della popolazione. Oltre a questo, la limitazione grave, costituisce un motivo ostativo alla partecipazione culturale tanto che, solo il 9,3% della popolazione affetta da disabilità si reca regolarmente al cinema o al teatro contro oltre il 30% della popolazione restante.

Oltre a ciò, è fondamentale ricordare che, in oltre 2 milioni e 300 mila famiglie italiane, vive almeno una persona con disabilità grave in cui, per garantire un’assistenza adeguata, si fatica a conciliare l’attività di assistenza nel cosiddetto caregiver e l’attività lavorativa, infatti, il 9,6% di questi nuclei famigliari ha al suo interno una persona disoccupata rispetto al 7% delle altre famiglie.

L’importanza di mantenere alta l’attenzione in merito ai problemi quotidiani delle persone con disabilità

Questi dati devono far riflettere ognuno di noi e soprattutto è importante che le Paralimpiadi appena concluse continuino a porre l’attenzione sui problemi quotidiani delle persone con disabilità e sensibilizzino la comunità intera in merito agli sforzi giornalieri che le persone con disabilità e le relative famiglie devono vivere, spesso senza un supporto adeguato. Bisogna focalizzarsi e mantenere alta la guardia sui temi relativi alla quotidianità delle persone con disabilità, a titolo di esempio si citano: il diritto al lavoro, all’istruzione e soprattutto ad una vita indipendente che, nella sua accezione più alta, merita un approfondimento immediato che non è più procrastinabile.

Un’inclusione più fattiva

Lo spirito altruistico ed empatico che ha connotato queste Paralimpiadi ci deve guidare attraverso la risoluzione di queste problematiche per far sì che le persone con disabilità possano acquisire maggior dignità attraverso una inclusione maggiormente fattiva che non si limiti a mere azioni di facciata.

Le dichiarazioni di Alda Cattelini (Aias Sondrio)

Rispetto ai temi sopra descritti la Presidente dell’Aias di Sondrio Alda Cattelini ha dichiarato che “Le Paralimpiadi appena concluse, in special modo in alcune gare e discipline, hanno dimostrato il grande valore dello sport come strumento per favorire l’inclusione e la socialità delle persone con disabilità. Per questo sarebbe importante organizzare delle testimonianze sul tema nelle scuole superiori per sensibilizzare i giovani sulla disabilità. Inoltre, questo grande evento sportivo e i grandi risultati ottenuti dai nostri atleti, devono far si che le istituzioni si concentrino sulla costruzione di nuove strutture dove le persone con disabilità che ne hanno la possibilità possano praticare lo sport che è un grande strumento di socializzazione, di crescita personale e collettiva in grado di migliorare  la qualità della vita nella quotidianità”.

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