Il Mozambico: tra ricchezze naturali, povertà e terrorismo jihadista

Un Paese flagellato da diverse problematiche, con ricchezze naturali non pienamente sfruttate ma nelle mire di traffici illeciti

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La Repubblica del Mozambico è uno Stato dell’Africa orientale con capitale Maputo e con una popolazione di quasi 28 milioni di abitanti, lo stesso è una ex colonia portoghese indipendente dal 1975.

Il sopracitato Paese, secondo studi internazionali, possiede enormi ricchezze naturali nel sottosuolo, in particolare di gas naturale, che una volta sfruttato al massimo delle potenzialità farebbe diventare il Mozambico il secondo produttore mondiale alle spalle del Qatar facendo si che numerose aziende straniere, tra cui Eni e Total, stanno investendo somme per un totale che arriverà ad oltre 150 miliardi di euro in uno dei paesi più poveri dell’Africa in cui la metà degli abitanti vive in povertà assoluta ed è impiegato per oltre il 90% nell’agricoltura di sussistenza. Oltre a quanto detto in codesta Repubblica vi è uno dei tassi di fertilità più alti al mondo ed – in correlazione a questo – vi è uno dei maggiori debiti pubblici al mondo in relazione al Prodotto Interno Lordo che aumenta in relazione alla elevata natalità.

In seconda istanza, oltre a quanto precedentemente detto, negli ultimi anni sono emerse ulteriori e gravi problematiche quali ad esempio il terrorismo di matrice jihadista – di cui l’attentato dello scorso 24 marzo a Palma ha dimostrato un notevole incremento di violenza e correlata capacità offensiva – ed il traffico di droga che dal Brasile verso l’Europa ha visto il Mozambico diventare una base di transito logistico per quanto concerne eroina e cocaina.

In ultima istanza, alla luce dei preoccupanti dati esemplificati, è fondamentale che le istituzioni internazionali deputate agiscano in sinergia per far sì che le violenze armate dei gruppi armati cessino immediatamente attraverso l’invio di una forza internazionale di peace keeping ed un incremento degli aiuti umanitari destinati alla popolazione civile ed in particolare dei profughi dei paesi confinanti attraverso un sostegno alla mirabile opera che l’U.N.H.C.R. – ossia l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati – sta ponendo in essere per porre fine alle immani privazioni e sofferenze dei civili inermi in ossequio al mirabile pensiero del poeta e drammaturgo greco Sofocle che era solito dire: “L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo”.

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