Al mare con la tecnologia per evitare il Covid. I disagi e le occasioni

La novità di un'estate a portata di app, per i gestori e anche per gli utenti. Ma le implementazioni digitali sono davvero tutte utili?

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Quella che sta per concludersi è stata l’estate più smart di tutti i tempi. Per contenere la diffusione del coronavirus non c’è stato stabilimento balneare che abbia fatto eccezioni sull’obbligo di prenotazione di ombrelloni e lettini. Così, al fine di evitare assembramenti alle casse e l’assalto alle spiagge, sono state potenziate quelle applicazioni per smartphone utili a monitorare il flusso di turisti su particolari aree. Si va da JBeach Jesolo a SpiaggiaTi di Genova, da inSpiaggia di Tarquinia a Seapass di Ostia, quest’ultima sponsorizzata anche dal sindaco di Roma Virginia Raggi.

Le app performanti

Ma quali sono le piattaforme più performanti? Sicuramente tra le migliori c’è BeachAround, che aggrega circa 7mila stabilimenti balneari in tutta Italia. Ideata dal 29enne di Cattolica Alberto Parma, la web app è stata lanciata il 25 aprile ed è facile da utilizzare: si compila il modulo nella homepage indicando la località preferita e si raffina la ricerca cliccando su un massimo di venti filtri, tra cui ad esempio la presenza di docce, accessi per i disabili, giochi per bambini, Wi-Fi e parcheggio. I gestori che ne hanno bisogno possono inserire prezzi, informazioni e un form per le prenotazioni online con pagamento in loco. Un po’ più recente è Cocobuk, che permette di pagare in anticipo attraverso carta di credito o PayPal senza addebitare alcuna commissione. Alla creatura degli ingegneri pugliesi Nicola Palumbo e Antonio Baldassarre, scaricata da oltre 50mila utenti, aderiscono circa 700 strutture vacanziere, selezionabili attraverso l’indicazione di data e luogo.

Tecnologia e spiaggia

Progetto molto simile è quello di YourBeach. Con più di 10mila download il servizio pensato cinque anni fa dagli oggi 28enni Andrea Menghi e Niccolò Pari, entrambi di Rimini, permette di scegliere tra quasi 600 stabilimenti e, a differenza delle precedenti, consente di indicare il posto a sedere preferito dall’user attraverso una rappresentazione grafica della disposizione di ombrelloni e lettini. YourBeach ha stretto un’alleanza con Ombrellove, con la quale ha condiviso la propria interfaccia grafica. Nata nel 2018 a Porto Sant’Elpidio, in provincia di Fermo, Ombrellove trattiene una commissione del 10% sulle prenotazioni online.

I pionieri smart

La prima app del genere sul mercato risponde al nome di Sunbrellaweb, di proprietà della startup Sunny Solution. Dal 2008 è riuscita a riunire 438 stabilimenti e come metodo di pagamento propone la registrazione della carta di credito come forma di assicurazione per i proprietari degli stabilimenti, con il pagamento all’arrivo. Lanciata in Liguria nel 2017 da Roberta Dadamo, Matteo Mazzini e Pietro Oneto, BookYourBeach obbliga l’utente a registrarsi prima di prenotare. In cambio offre sconti e pacchetti promozionali, tra cui spicca il Partner Program, riservato ad agenzie di viaggio e tour operator che offrono al cliente un servizio completo che vada dalla prenotazione del volo a quella dell’ombrellone.

L’opinione del Cna

Con 36 stabilimenti sparsi tra Campania, Emilia Romagna, Sardegna, Sicilia, Toscana e Marche, iBeach è stata utilizzata da 3mila utenti nel 2019. I quattro fondatori Angelo Abate, Alessio Cesaretti, Alessandro Pesarini e Marco Santilli hanno puntato sulla politica del prezzo più basso, che non esclude la possibilità di selezionare fila e numero di ombrellone. Una marea di siti e app hanno inondato gli store degli smartphone, ma sono veramente utili? In Terris lo ha chiesto al coordinatore nazionale CNA Balneari Cristiano Tomei. «Si stima che negli ultimi tre mesi il ricorso alle app sia aumentato del 10% – ha fatto sapere Tomei –. Fortunatamente quando il covid ci ha colpiti non eravamo all’anno zero della digitalizzazione. L’obbligo di evitare gli assembramenti e qualsiasi contatto ha indotto molte più persone a confrontarsi con le nuove tecnologie. Il problema però è un altro: far capire ai gestori che l’implementazione delle app per la ristorazione deve andare di pari passo con quelle per la prenotazione dei posti negli stabilimenti. Come CNA ci siamo battuti affinché i clienti potessero consumare il loro pasto anche comodamente sdraiati sui lettini, in modo da evitare contatti ai tavoli. Approfittare delle opportunità offerte dal digitale significa poter programmare gli arrivi dei turisti giornalieri e offrire un servizio in più ai clienti affezionati. Un’occasione sicuramente da non perdere».

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