Ecco perché la carenza di materie prime rende più povera l’Italia in tempo di guerra

Cresce l'esigenza di ricorrere alla catena di approvvigionamento in cloud per prevenire i disagi legati a eventi imprevedibili. L’Italia, infatti, ha perso alcuni dei suoi principali fornitori di materie prime come l’acciaio e fronteggia un generalizzato aumento dei prezzi

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L’Italia nella morsa della crisi economica. Tra pandemia e guerra in Ucraina è allarme per  la carenza di materie prime. Con l’esigenza di ricorrere alla catena di approvvigionamento in cloud per prevenire i disagi legati a eventi imprevedibili. L’Italia, infatti, ha perso alcuni dei suoi principali fornitori di materie prime come l’acciaio. E fronteggia un generalizzato aumento dei prezzi. La tecnologia in cloud, quindi, può prevenire i disagi legati allo “shortage”. Cioè alla carenza causati da eventi imprevedibili. L’invasione in Ucraina ha compromesso i rapporti commerciali. Quelli esistenti tra Unione Europea, Ucraina, Russia e Bielorussia. Impattando sul funzionamento delle catene di approvvigionamento globali. E sull’aumento generalizzato dei prezzi. Sos, in particolare, per la carenza di acciaio di cui i tre Paesi detengono il 60% dell’export mondiale.Italia

Italia in difficoltà

Iungo è una piattaforma di “supply chain collaboration”. Nata nel 2001 come spin-off della facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Da un’idea di Andrea Tinti. L’ amministratore delegato e fondatore, classe 1972, descrive il sistema di gestione digitale di “supply chain in cloud”. E spiega perché potrebbe essere una soluzione possibile ai problemi legati alla carenza di materie prime. E come il suo utilizzo nel settore potrebbe prevenire il fenomeno. Anche di fronte a eventi tragici e imprevedibili. Illustrando soprattutto come impatta sulle catene di rifornimento la carenza di materie prime. La carenza di materie prime (dall’approvvigionamento alla distribuzione) può avere un impatto negativo sull’intero ciclo di rifornimento. E sugli attori coinvolti. I disagi principali sono legati alla pianificazione. E ai ritardi nelle consegne. Spesso non prevedibili. Se non con un adeguato sistema digitalizzato di gestione dei processi. Ne risente, quindi, l’organizzazione delle attività produttive. Ma, soprattutto, la produzione dei prodotti. E il rifornimento al cliente finale.

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Produzione industriale

Come funziona

“Il ‘buyer’ si concentra sulle priorità e lavora per eccezioni. Emblematica è l’esperienza di uno dei principali gruppi chimici italiani. Minacciato dalla carenza di materie prime, ha trovato una soluzione per garantire continuità lavorativa verso i clienti finali. E nella collaborazione con i fornitori”, spiega Andrea Tinti. Racconta Paolo Cortinovis (Siad Macchine Impianti): “Il 9 marzo 2020, a causa del Covid-19, tutta l’Italia si è ritrovata in pieno lockdown. Abbiamo dovuto chiudere l’azienda. E mandare a casa tutti i nostri dipendenti. Grazie a Iungo il personale dei nostri uffici acquisti ha lavorato regolarmente anche da remoto. E anche i nostri fornitori, attraverso la sua innovativa tecnologia in cloud, hanno potuto rispondere alle nostre comunicazioni-ordini. Garantendo continuità al nostro lavoro”.  Notevoli le conseguenze della guerra in Ucraina per le piattaforme di supply chain management.Italia

Sos approvvigionamento

I fornitori soffrono la difficoltà di reperimento delle materie prime. Dunque è necessario cercare e ingaggiare nuovi fornitori alternativi. Che possano subentrare in tempi brevi. E nel rispetto del “lead time” di consegna finale. Per farlo, però, serve avere visibilità di un parco fornitori ampio e qualificato. Precedentemente misurato e monitorabile in tempo reale. “Questo per poter selezionare il miglior fornitore alternativo– sottolinea Tinti-. I processi di approvvigionamento in cloud prevengono i disagi legati allo shortage”. Il digitale può prevenire i disagi legati alla difficoltà di reperimento delle materie prime. La digitalizzazione dell’intero ciclo di approvvigionamento, infatti, permette di avere visibilità lungo la catena di fornitura in tempo reale. Grazie alla tracciabilità dei processi e delle transazioni gestite. Una piattaforma digitale di supply chain management in cloud agevola i suoi utilizzatori. Ossia i buyer delle aziende capo filiera manifatturiere. Permettendo di gestire tutte le comunicazioni con i fornitori di materie prime diretti. In maniera automatica e in real time.Italia

Procedure

Sono numerosi i problemi evitati in questo modo. Come la mancanza di visibilità del ritardo merce in ingresso. E dello stato delle transazioni con il fornitore. Richieste d’offerta. Gare d’acquisto. Ordini di acquisto. Oltre alla mancanza di tracciabilità di tutti i processi e delle transazioni gestite. Ad esempio in caso di contenziosi. C’è poi la gestione non pianificata delle eccezioni e delle situazioni critiche. L’organizzazione inefficiente dei singoli reparti. L’assenza di un sistema di “vendor management” efficace. La mancanza di visibilità rispetto alle performance oggettive dei fornitori. La mancanza di fornitori alternativi qualificati e misurati. Da ingaggiare all’occorrenza. L’ingaggio. Procedure rigide per il loro on-boarding. Sia attivi che potenziali.

Intera catena

Una piattaforma digitale di supply chain management in cloud è in grado di bypassare i disagi che coinvolgono l’intera catena di approvvigionamento. Davanti a eventi imprevedibili che interferiscono con il suo regolare funzionamento. “La dashboard della piattaforma digitale Iungo- evidenzia Tinti- mostra al buyer lo stato di avanzamento di qualunque transazione con esso gestita. Consentendogli di ridurre al minimo il suo margine di intervento Nel caso di un’evasione dell’ordine di acquisto da parte del fornitore, ad esempio. Permettendo al buyer stesso di intervenire tempestivamente. Sollecitandoli nell’invio di un feedback. O ingaggiando nuovi partner.Italia

 

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