In bici sulla terrazza condominiale

Il lockdown raccontato da Livia, 11 anni, che in questo mese di chiusura delle scuole e delle attività economiche ha imparato dalla mamma a fare la pizza. E con il papà gioca come mai in vita sua

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Mi chiamo Livia e ho 11 anni. Non vado a scuola da un mese perché il governo ha deciso di chiudere scuole, università e anche le sedi di lavoro dei miei genitori, che lavorano da casa. Anche io studio come se andassi a scuola e ogni mattina i miei professori fanno le lezioni on line che seguo dal mio computer. Mamma ha dovuto comprare un nuovo pc perché altrimenti non può lavorare negli stessi orari in cui io ho le lezioni.

Il pc rosa

Il mio nuovo computer è bellissimo! È tutto rosa e mio padre mi dice di stare molto attenta perché è costato un bel po’ di soldi e che questa spesa adesso proprio non ci voleva. Dice che devo custodirlo bene e che dovrò utilizzarlo per molti anni. “Fino alla fine dell’università” ha detto mia madre. La mattina, come dicevo, seguo le lezioni dei miei professori ed è il momento più faticoso di tutta la giornata, oltre a quello in cui devo fare i compiti, intorno alle 16, dopo aver fatto un riposino. Per il resto, devo essere sincera, le mie giornate sono diventate bellissime! Sto tutto il giorno con i miei genitori, come quando siamo in vacanza ad agosto. Ma ad agosto stiamo sempre insieme solamente per due settimane. 

Al sesto piano

Il sabato e la domenica mattina salgo con la bicicletta insieme a mio padre su al sesto piano del palazzo, dove c’è la terrazza condominiale. Ogni tanto portiamo anche le due sdraio che abbiamo a casa e prendiamo un po’ di sole. Mio padre legge i giornali e spesso compra anche per me delle riviste che sfoglio accanto a lui. Tutti i giorni facciamo colazione, pranziamo e ceniamo insieme ed è meraviglioso. Mia madre mi ha insegnato a fare la pizza e la pasta fatta in casa, in particolare sono diventata bravissima a fare le fettuccine e i ravioli. Ho imparato anche a fare il ciambellone e il tiramisù alle fragole.

In ansia per zia Elisa

L’altro ieri ho detto che vorrei che questo virus non fosse mai sconfitto e mio padre si è messo a ridere. Poi, però, mi ha un po’ rimproverata, ricordandomi che si tratta di una cosa molto seria, che tanta gente è malata e che tante persone sono morte. Mi ha detto che sia lui che mia madre sono molto in pensiero per la cugina di mamma, zia Elisa, che vive a Milano, una delle città più colpite dal Covid-19. Mi ha poi ricordato delle belle passeggiate al parco che facevamo lo scorso anno in questo periodo e della spesa al supermercato grande, quello all’interno del centro commerciale, dove io adoro andare a scegliere i prodotti da acquistare per la settimana. Così ho riflettuto a lungo e ho capito che hanno ragione, che sarà bellissimo tornare a uscire di nuovo e a non essere più preoccupati come adesso, ma anche che sono molto fortunata a poter vivere questo periodo insieme a mia madre e a mio padre, nella nostra casa, al sicuro da tutto.

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