Il valore del volontariato durante il coronavirus

Il professor Comodo risponde a Interris.it per raccontare come si vive la solidarietà in questo periodo

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In tempo di Covid 19 ogni piccolo gesto dell’uomo nei confronti del prossimo ed ogni atto di solidarietà è un piccolo fiore che germoglia in un immenso prato. I frutti di questa primavera che sta sbocciando sono le innumerevoli persone che giorno dopo giorno si prodigano per cercare di rendere meno difficile questo periodo di confinamento per le persone sole e in difficoltà. Tutto questo è raccontato dal professor Vincenzo Comodo, Docente di Sociologia all’ITVC “Claretianum” della Pontificia Università Lateranense ed “esperto del Terzo settore”, autore del libro “Il volontariato nel cuore di Papa Francesco”. Interris.it lo ha incontrato.

 

Mai come ora il volontariato è alla base della società civile, quali sono i principali settori in cui c’è bisogno di aiuto?

“La pandemia Covid-19 sta facendo emergere quale sia l’importanza del volontariato nella società odierna. Si pensi, infatti, all’enorme quantità di servizi che esso offre, per far fronte a questa inaspettata, imprevedibile e devastante prova che tutta l’umanità sta affrontando. A titolo d’esempio, ne cito soltanto qualcuno: la consegna della spesa a persone che sono impossibilitate ad uscire dalle proprie dimore, quali anziani, malati, contagiati; l’assistenza alle migliaia di senzatetto che, in quanto tali, non possono seguire l’indicazione di ‘restare a casa’; la ‘vicinanza’ telefonica a persone sole e ai bambini; il trasporto nelle strutture sanitarie di chi presenta i sintomi del contagio. Se non ci fosse stato il pacifico esercito del volontariato – domandiamoci – chi avrebbe svolto tutte queste funzioni di assistenza? Evidentemente, tutto ciò dimostra come il volontariato sia una componente fondamentale e insostituibile del sistema sociale contemporaneo. In questo momento storico, soprattutto, nell’ambito dell’assistenza socio-sanitaria”.

Come si può aiutare? A chi bisogna rivolgersi?

“Sono diversi gli atti di carità che possono essere compiuti, a sostegno di tutte le organizzazioni impegnate nel far fronte a questa epidemia, quali: religiose (parrocchie, Caritas ecc.), statali (Protezione Civile ecc.) e del Terzo settore (associazioni di volontariato, APS, cooperative sociali, fondazioni ecc.). È possibile inviare il proprio aiuto, effettuando donazioni, erogazioni liberali, bonifici bancari; devolvendo il 5 per 1000; partecipando a collette alimentari; aderendo alle tante raccolte fondi lanciate attraverso i media di massa e i social network. Seguendo le informazioni date attraverso gli stessi media oppure contattando direttamente gli enti non profit a cui si vuole manifestare la propria solidarietà, i cui contatti sono reperibili sui relativi siti web e sulle pagine social”. 

Qual è il rapporto tra solidarietà e volontariato?

“Senza ombra di dubbio, la solidarietà è uno dei princìpi fondanti del volontariato. Ed è bene che chi vive o decida di vivere la nobile ed edificante esperienza del volontariato sia ben al corrente di questa conoscenza. Una conoscenza però che non può restare tale, ma va fatta fiorire sul campo, provando compassione per il prossimo, partecipando alla sofferenza dei bisognosi, donando sé stessi a chi si trova immerso nei patimenti. Attuando il modello del buon samaritano. Imitando Cristo. Del resto, lo stesso Papa Francesco e, prima di lui, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno posto ben in rilievo questo che non è un banale dettaglio. Dunque, non può esserci volontariato senza solidarietà. Voglio aggiungere, inoltre, che in questi tempi di coronavirus, il volontariato sta facendo lievitare ancor più il valore della solidarietà. È sotto gli occhi di tutti! Speriamo di ricordarcene a pandemia conclusa”.

Com’è visto il volontariato da Papa Francesco?

“Da sempre, il Santo Padre ha riservato al volontariato un posto speciale nel suo cuore. E, a ben vedere, costituisce uno degli aspetti caratterizzanti il suo magistero. Basti considerare quante sono state le udienze concesse alle associazioni, alle Onlus, alle fondazioni e ad altri enti del Terzo settore. Tantissime! Ma anche quanto ha scritto e detto sull’argomento, nel corso del suo pontificato e anche prima di salire sul soglio di Pietro. A dimostrazione dell’importanza che Papa Francesco vi attribuisce, si consideri che ha dato definizioni guida, fornito modelli, elargito consigli, dispensato raccomandazioni, offerto indicazioni, lanciato esortazioni. In misura molto abbondante! E senza far mancare ai volontari il suo grazie più fervido, per quanto fanno a favore della famiglia umana, e la preghiera più intensa, affinché Dio protegga loro. Ha incoraggiato altresì a offrire questo servizio. Non soltanto i giovani, ma anche le persone anziane. Così che ognuno possa mettere a disposizione del prossimo i propri carismi e contribuire alla costruzione del bene comune. Nel pieno di questa crisi epidemiologica – bisogna aggiungere –, molte volte ha già speso per essi parole al miele, oltre ad aver esaltato l’opera silenziosa e la semina d’amore fatta nel campo umano e sociale. Tutte queste premure lasciano ben intendere quale sia l’enorme valore che egli attribuisce al volontariato e quanto siano preziosi per lui i volontari”.

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