Storia e attualità della Giornata Internazionale dei desaparecidos

Il 30 agosto ricorre la Giornata Internazionale dei desaparecidos, qual è la storia di questa giornata e la sua valenza estremamente attuale al fine di prevenire questo crimine

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Madri a Plaza de Mayo (immagine tratta da abuelas.org.ar)

Il fenomeno delle sparizioni forzate, ossia di tutte quelle persone che, da un giorno all’altro, sono sparite nel nulla, è meglio conosciuto con un termine derivato dall’America Latina il quale, a partire dagli anni ‘70, si è imposto in tutto il mondo, ossia desaparacià. Tutto ha preso vita nel 1977, quando un gruppo di quindici madri, guidate da Azucena Villaflor, si è riunita davanti alla Casa Rosada, sede del governo argentino, per chiedere alla giunta militare al potere in Argentina di rilasciare i propri figli ingiustamente incarcerati ed in seguito scomparsi. La Villaflor dopo questo coraggioso gesto è stata rinchiusa in un campo di prigionia e di lei non si è saputo più nulla. Nonostante questo, molte madri sprezzanti del pericolo hanno continuato a combattere con gli strumenti della pace e, dal 1976 al 1983, si sono riunite pacificamente a Buenos Aires, in Plaza de Mayo ogni giovedì per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema e ricordare i propri figli scomparsi.

In particolare, nel periodo storico sopra indicato, le persone scomparse a causa della dittatura militare risultano essere almeno 30 mila, tra cui vi sono 600 corpi ancora non identificati, 500 bambini allontanati forzatamente dalle proprie famiglie e l’identità di 350 persone attualmente viventi che potrebbero trovarsi in ogni luogo del globo. Tra queste vi sono 65 persone di origine italiana ancora da rintracciare e per cui attualmente sono in corso le ricerche del caso.

La Convenzione Internazionale per la Protezione di tutte le persone delle sparizioni forzate entrata in vigore nel 2010 ha istituito nella data del 30 agosto una Giornata Internazionale per ricordare le vittime di questo crimine e sensibilizzare contestualmente i diversi stati al fine di prevenire le sparizioni forzate, indagare e processare i responsabili. Questo ha una valenza molto importante perché si riconosce la sparizione forzata come violazione multipla dei diritti umani che si protrae nel tempo, tale da associare sovente il ritrovamento di un corpo ad una espressione di sollievo per potere elaborare il lutto portato a lungo con senza trovare risposte.

Nonostante questo, allo stato attuale, in molti paesi del mondo la sparizione forzata viene ancora utilizzata come metodo per sedere qualsiasi opposizione interna, a titolo di esempio si citano la Siria in cui, dall’inizio della guerra civile avvenuta nel 2011, oltre 82 mila persone sono sparite senza lasciare traccia e l’Egitto nel quale, dal 2011 ad oggi, vi sono stati in media tre casi al giorno di sparizioni forzate.

Infine, in occasione di questa importante giornata, è necessario che ogni governo attui le misure preventive necessarie. L’obiettivo deve essere quello di evitare il ripetersi di questo fenomeno e contestualmente fare luce su quanto commesso in passato con la finalità di edificare una società migliore dove ognuno possa esprimere la propria opinione senza il timore di essere rapito, incarcerato o nel peggiore dei casi ucciso ricordando sempre l’azione di Azucena Villaflor e delle altre madri coraggio che hanno contribuito ad edificare una società più giusta e democratica  mettendo a rischio la loro incolumità per fare luce sulla sorte i loro figli.

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