Un evento per dire grazie a chi lotta contro il Covid

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:01

In prima linea contro il Coronavirus ci sono migliaia tra medici, infermieri, rianimatori e anestesisti che ogni giorno assistono i pazienti per lunghi turni lungo le corsie. A loro è dedicato l’evento dei giovani dell’organizzazione culturale The Most Maiorum che descrivono a Interris.it come nasce questo “momento di gratitudine”.

 Cos’è The Most Maiorum?
“The Most Maiorum è un’organizzazione culturale giovanile nata a Pavia nel 2018. Opera in Lombardia per la promozione della cultura, dell’arte e dello spettacolo. Il nostro primo evento risale al 31 ottobre 2018, il suo titolo era ‘La Cattedrale si accende per i Santi’ e il suo successo portò i tre organizzatori e i presentatori Luca Alpigiani, Gianluca Covini e Davide Ramaioli a fondare l’associazione che oggi conta decine di giovani. Così la realizzazione di eventi pubblici è divenuta la nostra migliore specialità. Più che soci, i membri di The Most Maiorum sono grandi amici che mettono in gioco per la collettività i loro talenti. Matteo Carlucci, ad esempio, da violinista dell’associazione ha fondato all’interno della stessa la ‘Piccola Orchestra The Most Maiorum’, formata da giovani musicisti, divenendo il responsabile musicale dell’associazione. Tra gli artisti, menzioniamo pure gli attori Manuel Marzitelli e Simone Carlucci, e le cantanti Ginevra Thierry e Beatrice Brucoli. Abbiamo tutti dai 18 ai 23 anni”.

Qual è la vostra forza?
“La nostra forza sta nello spirito di squadra, di intraprendenza e di unione, in una forte comunione valoriale. I nostri eventi e la nostra storia sono narrati più diffusamente sul nostro sito web agli indirizzi: https://www.themostmaiorum.it/eventi/https://www.themostmaiorum.it/lanostrastoria/”.

Il 7 novembre andrà in scena il vostro spettacolo Santi Oggi, di cosa parla?
“’Santi Oggi, Tributo artistico al Personale sanitario italiano’ è l’evento The Most Maiorum dedicato alla categoria professionale più importante di questo periodo storico. Si tratta di un evento artistico-culturale che ha l’intenzione di omaggiare il personale sanitario attraverso le più elevate forme di gratitudine: i contributi artistici”.

Chi parteciperà?
“Parteciperanno il Coro Giuseppe Verdi, con oltre 50 voci dirette dal maestro Luca Pavanati e danzatrici, poeti, cantanti, intellettuali e la Piccola Orchestra The Most Maiorum. Tutto questo in una città emblematica: Pavia. Pavia ha ospitato e curato il paziente 1, divenendo il centro di riferimento sanitario della Lombardia. Per questo, al termine della manifestazione interverranno Carlo Nicora, Direttore Generale del Policlinico San Matteo, Giuseppe Laganga Senzio, Direttore Generale dell’ICS Maugeri e Cesare Perotti, Direttore del Servizio Immunoematologia, noto alla cronaca e alle televisioni per la cura al plasma, che proprio a Pavia ha visto la sua prima applicazione. Interverranno, inoltre, il Vescovo di Pavia Corrado Sanguineti e le autorità civili. A garantire il rispetto delle vigenti norme sarà l’Associazione nazionale Carabinieri”.

Sarà un momento di dibattito?
“Sarà un momento di gratitudine. Organizzato da giovani. Nel lockdown potevamo solo obbedire alle disposizioni, oggi decidiamo di metterci in gioco per dire ‘grazie’ ai ‘Santi di Oggi’. Oggetto dell’evento sarà il parallelismo tra la figura dei santi e l’operato del personale sanitario”.

Il Coronavirus ha posto l’accento anche sul futuro. Da giovani in che modo lo vedete?
“Da giovani, il futuro ci appare incerto. Ma questo clima di scoraggiamento lo interpretiamo con un senso di sfida. Proprio perché la retorica del mondo è pessimista, noi scegliamo di ripartire da valori condivisi per riedificare una società civile ferita. Partiamo dalla nostra comunità, dal nostro territorio, dalle nostre radici; dove arriveremo, non ci è dato saperlo. Ciò che conta, per noi, sono l’amicizia e il divertimento che ci tengono uniti. Anche l’arte ci aiuta a innalzare lo spirito. In questo gruppo tutti noi coltiviamo la creatività, e questo ci stimola a pensare in grande, con il pragmatismo che è richiesto agli organizzatori”.

Quanto è importante fare comunità intorno alla cultura?
“Noi crediamo fermamente che le rivoluzioni siano anzitutto culturali. E crediamo pure la cultura non sia noiosa erudizione, ma esperienza di vita. Per noi la cultura deve essere dinamica, divertente, accessibile, ma soprattutto condivisa. Ecco perché fare comunità intorno alla cultura è necessario: perché è l’unica scelta possibile. Cultura, per noi, è libertà, e libertà, non a caso, citando Gaber, è partecipazione!”.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.