Ecologia, ecco perché non c’è futuro senza salvaguardia di fiumi, laghi e mare

Cambiamento climatico, l'impatto della pandemia sugli ecosistemi marini e lacustri

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Senza ecologia non c’è futuro. Ecco la nuova strategia europea sulla biodiversità per il 2030. Il piano prevede di migliorare lo stato di conservazione del 30% degli habitat. E delle specie il cui stato non è soddisfacente. Includendo un terzo degli ambienti marini e terrestri d’Europa. In zone protette gestite in modo efficace. E ripristinando almeno 25 mila chilometri di fiumi europei. Il ruolo di queste azioni è centrale. E a sottolinearlo sono anche le iniziative di ricerca e innovazione sulla biodiversità. Attualmente sostenute dal PNRR. Il piano nazionale di ripresa e resilienza.ecologia

Allarme ecologia

Questi obiettivi richiedono un’adeguata strategia. Supportata da un’approfondita conoscenza degli ecosistemi acquatici. Basata sull’integrazione degli approcci di studio tradizionali con quelli più innovativi. I lavori congressuali sono integrati da una Short Summer School online. Organizzata in collaborazione con Successione Ecologica. Un’associazione che promuove lo scambio culturale e scientifico tra i giovani che operano nel campo dell’ecologia. Vi hanno preso parte 25 giovani ricercatori. Dunque la salvezza del pianeta passa dall’ecologia. A ribadirlo è il 26° Congresso dell’Associazione italiana di Oceanologia e Limnologia. Con approcci innovativi per la salvaguardia di fiumi, laghi e mari. Cento ricercatori al lavoro per attualizzare la missione dell’organizzazione attiva dal 1972. E che ha scelto il Trentino e la Fondazione Edmund Mach per celebrare i suoi primi cinquant’anni.ecologia

Ambiente

Il congresso è patrocinato dalla Provincia autonoma di Trento. E dalla Federazione Italiana di scienze della natura e dell’ambiente. L’evento è intitolato “Esperienze e approcci innovativi. Per la conoscenza e la salvaguardia degli ecosistemi acquatici”. Al Palazzo della Ricerca e Conoscenza si sono alternati i massimi esperti del settore. Introdotti dal direttore generale FEM, Mario Del Grosso Destreri. Dal professor
Mario Pezzotti,  dirigente del Centro Ricerca e Innovazione. Dal presidente di AIOL, Nico Salmaso. I ricercatori si sono confrontati su tematiche fondamentali. Per la conoscenza e lo sviluppo di approcci innovativi. Per la salvaguardia degli ecosistemi lacustri, fluviali e marini. In presenza e da remoto, oltre 100 scienziati provenienti
dai maggiori centri di ricerca e università italiani. Con 6 plenary lectures. 58 presentazioni orali. 20 poster. 27 ricercatori candidati. E i premi assegnati per le migliori presentazioni orali e poster. Per la migliore pubblicazione su rivista internazionale.ecologia

Le metodiche più efficaci

Il congresso ha affrontato le tematiche che riguardano la definizione delle metodiche più efficaci. Per il restauro ecologico degli ecosistemi acquatici. Ne emerge un quadro, spiegano gli organizzatori, sui “risultati più recenti ottenuti dalle ricerche a lungo termine. La salvaguardia della biodiversità. E degli ecosistemi maggiormente minacciati dal cambiamento climatico. L’impatto della pandemia da Covid -19 sugli ecosistemi marini e lacustri”. E “gli argomenti affrontati costituiscono uno dei capisaldi delle politiche di tutela delle risorse naturali“. Secondo le strategie promosse dall’ Unione Europea. Ecologia

Potenziale

Il commissario Ue all’Ambiente, Janez Potočnik chiede “messaggi chiari“. I mari e gli oceani europei “si trovano in uno stato preoccupante“. D’altronde “sono indispensabili per noi. E dobbiamo pervenire ad un equilibrio”. Quindi “dovremo trovare dei modi di trarre pienamente beneficio dal loro potenziale economico. Senza accrescere la pressione che pesa su quest’ambiente già fragile. Favorendo la crescita di posti di lavoro stabili a lungo termine“.

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