Ecco come l’Unione Europea sostiene il futuro dei giovani

L'intervista di Interris.it a Manuela Conte, capo team stampa e portavoce della Rappresentanza in Italia della Commissione europea

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Tante volte sentiamo parlare di Europa, ma non tutti conoscono le opportunità che le istituzioni europee mettono a disposizione dei cittadini dell’Unione europea. Manuela Conte è la capo team stampa e portavoce della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. Si sta impegnando tantissimo per far conoscere a quanta più gente è possibile gli strumenti che Bruxelles offre a tutti. L’occasione è costituita dall’Anno europeo dei giovani che cade proprio nel 2022. L’abbiamo intervistata.

L’intervista

È un anno dedicato ai giovani, perché dall’Europa vi è tutta questa attenzione alle nuove generazioni?

“Su iniziativa della Presidente Ursula von der Leyen il 2022 è stato proclamato anno europeo dei giovani, con l’obiettivo di porre l’accento sul loro futuro soprattutto in una prospettiva post-pandemica . Proclamare l’anno europeo dei giovani è stato un modo per riconoscere che ai ragazzi, nei periodi di chiusura, è stato chiesto un grande sacrificio; per questo sono state pensate una serie di iniziative per fare in modo che le ragazze e i ragazzi  si riconoscano nel futuro dell’Europa. La Commissione europea ha avviato la nuova iniziativa Alma (Aim, Learn, Master, Achieve) al fine di aiutare i giovani (18-30 anni) a fare il loro ingresso nel mercato del lavoro. Il programma favorirà la mobilità lavorativa, ed è stato pensato per aiutare chi ha difficolta a trovare un lavoro, chi è disoccupato da molto tempo, chi ha scarsi risultati scolastici, i disabili, e chi proviene da un contesto migratorio”.

Parliamo delle opportunità per i giovani partendo direttamente dai giovani lavoratori, in momento così difficile anche (e soprattutto) per la ricerca del lavoro.

“Pochi giovani sanno che esiste Eures, il portale creato dalla UE dove si trovano offerte di lavoro in Europa ma anche in Svizzera e nei Paesi Membri dello Spazio economico europeo (Norvegia Islanda e Lichtenstein) . Il portale è gratuito e ci sono in questo momento circa 4 milioni di posti di lavoro disponibili, ci sono offerte di tutti i tipi : dallo chef al medico, dal  falegname all’ingegnere, insomma tante offerte di lavoro soprattutto nei Paesi del Nord Europa che sono più abituati alla mobilità professionale. Inoltre l’UE da la possibilità a chi non parla una lingua straniera e ha difficoltà per lavorare all’estero, di studiare e formarsi rimborsando i corsi di lingua”.

Giovani che vogliono studiare, come può proseguire la formazione fuori dal proprio paese di appartenenza, ma sempre all’interno dell’Europa?

“Conoscete tutti il programma Erasmus, tra l’altro lo dobbiamo a una italiana: Sofia Corradi detta anche Mamma Erasmus. È proprio lei  che ha avuto questa grande intuizione e si è battuta per molti anni per la creazione di questo programma.

Erasmus è cambiato nel corso degli anni e oggi offre a persone di ogni età la possibilità di sviluppare e condividere conoscenze, competenze e vivere esperienze europee di mobilità presso scuole, istituti e organizzazioni.

Infatti il programma non è più rivolto solo agli universitari, ma Erasmus Plus si rivolge anche a: studenti delle scuole, insegnanti, dirigenti scolastici, formatori, neo diplomati degli istituti professionali, animatori socio educativi, professionisti e volontari nel campo dello sport. Sul sito del programma Erasmus plus tutti i dettagli per poter partecipare”.

Cosa direbbe ad un giovane ventenne che vorrebbe fare esperienza all’estero, in Europa, ma ha titubanze causate dalla conoscenza della lingua o da quello che vorrebbe dire vivere da giovane con poche risorse all’estero?

Dico di mettersi in gioco e di provarci, perché fare una esperienza all’estero ti apre la testa, ti fa crescere umanamente e culturalmente.  La lingua si impara! Nessuno di noi deve dimenticare che dal dopo guerra in poi, noi italiani siamo emigrati in tutto il mondo e i tanti connazionali che avevano un tasso di alfabetizzazione scarso hanno imparato lingue difficilissime come il tedesco.  Importante trovare un lavoro ( e per questo c’è Eures) poi piano piano si impara anche la lingua”.

L’Europa ha superato i 60 anni, come si porta la sua età?

“L’Europa è maturata, ma ha ancora tanta strada da fare per diventare l’Europa che sognava De Gasperi. Ogni tanto ci può sembrare una Europa “ acciaccata” per le sfide che si trova ad affrontare, ma poi si riprende e riparte! Il nostro compito è quello di far crescere tra i giovani la coscienza europea, ma chissà che non ne abbiano più di noi”!

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