MARTEDÌ 16 LUGLIO 2019, 09:50, IN TERRIS

ESCLUSIVA

Salvini: "Sradicheremo i clan e la mentalità mafiosa"

Il Ministro dell'Interno risponde con una lettera a In Terris all'appello di Borrometi sul caso Vittoria e assicura: "Lotta senza tregua alla criminalità organizzata"

MATTEO SALVINI
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l vicepremier e Ministro dell’Interno, Matteo Salvini risponde dalle pagine di In Terris all'appello alla legalità e alla reazione politica e civile delle istituzioni e della popolazione lanciato sul nostro quotidiano dal giornalista siciliano sotto scorta Paolo Borrometi, ripetutamente minacciato dalla criminalità organizzata anche per questa sua ultima denuncia pubblica, in merito alla tragica morte a Vittoria dei piccoli cugini, Alessio e Simone ad opera di esponenti di clan mafiosi. 

 

"Caro Direttore

apprezzo e condivido l’appello di Paolo Borrometi. Vittoria non va abbandonata. E la mafia va combattuta con forza ogni giorno, senza abbassare lo sguardo. Voglio parlare con i fatti. Rivendico il commissariamento del Comune effettuato nel settembre scorso, i patti per la sicurezza, il lavoro degli stessi commissari per riportare ordine nelle casse comunali, recuperare i tributi e ripristinare legalità nella macchina burocratica. E poi l’impegno delle Forze dell’Ordine: nei primi sei mesi dell’anno sono state arrestate circa 80 persone, migliaia i soggetti e i veicoli controllati (6 dei quali confiscati), 260 i denunciati in stato di libertà. Sono state fatte multe per quasi 130mila euro. Il mio impegno è passare dalle parole ai fatti, combattendo l’illegalità con i fatti e non con le chiacchiere. Intendo dimostrare che lo Stato c’è e mette in campo tutte le risorse per arrestare i criminali e cancellare non solo i clan ma anche le mentalità mafiose. Faremo sempre di più e meglio. Io ci credo. 

Matteo Salvini, Vicepremier e Ministro dell’Interno"

 


La tragedia di Vittoria

Nella notte tra l'11 e il 12 luglio, due cuginetti di 11 e 12 anni sono stati travolti da un suv che ha imboccato una via del centro storico di Vittoria, in provincia di Ragusa a folle velocità. Uno dei bambini, Alessio è morto sul colpo, mentre suo cugino Simone è rimasto inizialmente gravemente ferito. Dopo essere stato sottoposto a un intervento chirurgico al Policlinico di Messina, al bimbo erano state amputate entrambe le gambe. Per la tragedia è stato arrestato, con l'accusa di omicidio stradale, un uomo già pregiudicato. Nella giornata di domenica 14 luglio è stato celebrato il funerale del piccolo Alessio. Un momento di intenso dolore, acuito dalla notizia della morte di Simone che non è sopravvissuto alle gravi ferite.

Il dolore delle famiglie sconvolte dalla tragedia, è stato accentuato da una notizia folle. La denuncia arriva dalle pagine di Facebook a firma del giornalista Paolo Borrometi, sotto scorta dopo essere stato vittima di un'aggressione e diverse intimidazioni. "La follia nella follia. Fermate questo scempio, intervenite per evitare che i funerali del piccolo Alessio D'Antonio possano essere fatti da un amico di chi lo ha ucciso. Hanno affidato il funerale del piccolo bimbo, all'Agenzia funebre del delinquente Maurizio Cutello. Cutello era socio in affari con il capomafia Titta Ventura e con il figlio Angelo detto u checco e venne arrestato per questo. Lo stesso Angelo Ventura che è stato denunciato e che era nella macchina che ha ucciso il bimbo. Vi prego intervenite. Vittoria non può essere la città delle contraddizioni a tal punto. Fate qualcosa Non profanate la memoria del piccolo Alessio. Evitiamo almeno questo scempio!". Borrometi, inoltre, in un editoriale pubblicato sulle nostre pagine, ha esortato i cittadini a "non piegare mai la testa", sottolineando che è arrivato il momento di "liberare Vittoria, di non dare scampo ai delinquenti, che abbiamo i colletti bianchi o il sangue delle famiglie di mafia". 

Ma a Vittoria non c'è solo la mafia. Ci sono anche persone perbene, "la maggior parte della città", come ha sottolineato Filippo Dispenza, Commissario straordinario alla guida del Comune i cui organi elettivi sono stati sciolti dal Governo per infiltrazione mafiosa. In un'intervista rilasciata ad In Terris, il Prefetto ha affermato che la città deve "liberarsi di questa cappa di criminali, in cui i pochi condizionano la vita" di molti. "La città deve essere sgravata da questo giogo criminale che la tiene in ostaggio" spiegando che "la cappa criminale che affligge Vittoria è grande "quanto la protervia, l'arroganza dei criminali che vivono in questa città", ha aggiunto, sottolineando il grande impegno dello Stato "che sta facendo tantissimo. Lo dimostrano la nostra presenza e le operazioni di polizia giudiziaria contro le cosche criminali". "Auspico che il sacrificio di questi due piccoli martiri serva, anzitutto, a dare una scossa alla città, a quella 'parte sana' che è la stragrande maggioranza, per liberarsi del giogo mafioso e ricostruire un senso di comunità attorno alle persone per bene - ha concluso -. Vittoria non merita la presenza di certi personaggi e a tutti noi è richiesto il rispetto delle leggi e del senso d'umanità. Tuttavia, sono i giovani la categoria che va sensibilizzata al rispetto perché, se si cresce coltivando una mentalità sana, si può pensare di debellare la mentalità criminale".

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