MERCOLEDÌ 15 MAGGIO 2019, 00:02, IN TERRIS

L'assegno familiare non basta: ecco di cosa c'è bisogno

EMMA CICCARELLI
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Monete tra le mani
Monete tra le mani
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a denatalità in Italia ha raggiunto negli ultimi anni livelli preoccupanti. Ogni anno il saldo tra i morti e i nuovi nati è sempre più negativo di quasi 200 mila unità: è come se scomparisse una città della grandezza di Reggio Emilia. Le donne arrivano sempre più tardi al primo figlio, e i giovani rinunciano sempre di più ai loro sogni familiari sia per la precarietà del lavoro che per la mancanza di sostegni e welfare. Eppure sembra che finora il Paese non abbia percepito la gravità del fenomeno e gli effetti che produrrà. In quasi tutti i Paesi europei esiste da anni un assegno per i figli a carico, erogato in modo universale e spesso indipendente dal reddito. In Italia invece le misure sono frammentate, discontinue e sostanzialmente legate al reddito; come misura permanente al sostegno familiare abbiamo solo gli assegni familiari, che sono destinati ai lavoratori dipendenti mentre non ne beneficiano i lavoratori autonomi e i precari. I mutamenti del mercato del lavoro e l’emergere di professioni nuove chiedono la concertazione di nuove misure per sostenere l’impegno genitoriale.

Per questa ragione il Forum nazionale delle Associazioni Familiari ha presentato sabato 11 maggio presso l’Hotel Ergife una proposta universale per tutti i genitori: un assegno di 150 euro a figlio per tutte le famiglie a partire dalla prossima legge di stabilità. 150 euro al mese per ogni figlio, indipendentemente dal reddito familiare o Isee, esteso fino a 26 anni se studenti in regola con il corso di studi e con un importo crescente in base al numero dei figli. Nel caso di figlio disabile è previsto un ulteriore incremento. Tale assegno potrebbe essere ulteriormente incrementabile in caso di assorbimento delle detrazioni Irpef. All’evento erano presenti i presidenti e delegati dei tutte le associazioni aderenti al Forum, il vicepresidente del Consiglio e ministro del lavoro Luigi Di Maio (M5s), il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon (Lega), la vicesegretaria nazionale con delega alla famiglia Paola De Micheli (Pd), i due vicepresidenti della Camera Mara Carfagna (FI) ed Fabio Rampelli (FdI). Tutte le forze politiche hanno apprezzato la proposta e si sono rese disponibili a sostenerla. Il vicepremier Di Maio ha lanciato la proposta di una commissione permanente sulla famiglia, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, aperta al Forum delle Associazioni familiari e a tutti i partiti.

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