Quelle famiglie chiamate a “cucire” il tessuto della società

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Il X Incontro Mondiale delle Famiglie è terminato ormai da qualche giorno. Un incontro atteso che si è dovuto adeguare all’imprevedibilità della pandemia con la formula dell’evento in modalità “multicentrica e diffusa”. L’evento romano aveva suscitato comunque tante aspettative e non sono andate deluse.

Il congresso “L’amore familiare vocazione e via di santità” è stato contenitore di più di 30 testimonianze che hanno coinvolto molti aspetti della vita di una famiglia, riletti alla luce di Amoris Laetitia. L’incontro Mondiale ha segnato, infatti, la chiusura dell’anno dedicato all’esortazione apostolica.

Risulta difficile fare sintesi delle molteplici esperienze raccontate dalle famiglie provenienti dai 5 continenti, tanta ricchezza nella specificità del contesto sociale e culturale di provenienza. Un’affascinante varietà di stili, aspetto questo anche divertente e curioso: la determinazione delle donne africane, la dolce fermezza delle mamme latine o la precisione dei mariti nordamericani. Ma un filo conduttore ha segnato il percorso dei 3 giorni di lavoro: la speranza che si dona nell’accoglienza e nel perdono a partire dalla famiglia.

Si è parlato di vocazioni diverse ma unite nella Chiesa, di formazione delle giovani coppie, di accompagnamento delle famiglie anche attraverso le difficoltà, di accoglienza dei figli come dono, anche quando non generati nella carne o disabili, e dell’essere cristiani nell’era digitale.

Per riassumere l’immenso tesoro condiviso forse si potrebbe dire che l’accoglienza in famiglia e della famiglia, supportata dal perdono sia la vera via alla santità, una via che per essere percorsa richiede di possedere la carità, così come nel cap. IV di Amoris Laetitia papa Francesco ci ha indicato. Anche le esperienze più tragiche come la morte o i tradimenti o la malattia, non sono in realtà la fine di una famiglia di una comunità, ma sono crisi che invitano a compiere percorsi di consapevole scelta tra il voler essere cristiani o abbandonare la via della speranza. Obbligano a scegliere tra la luce dell’amore solido in Cristo e il buio del nulla che spegne la vita al di fuori di relazioni misericordiose.

Tutto questo testimoniato in un clima sereno e di desiderio di condivisione; anche nei momenti di pausa non era difficile trovarsi a chiacchierare con una famiglia congolese o brasiliana con la quale scoprire di avere tante cose in comune: non importa a che latitudine del mondo le famiglie vivano, le gioie e i problemi sono sempre gli stessi anche se alcuni contesti rendono molto a volte più difficile realizzare i propri desideri familiari.

L’Incontro Mondiale si è concluso con il mandato alle famiglie di Papa Francesco: fatevi missionarie per le vie del mondo! Non camminate da sole! […] Annunciate con gioia la bellezza dell’essere famiglia! […] Siate voi a “cucire” il tessuto della società e di una Chiesa sinodale, che crea relazioni, moltiplicando l’amore e la vita. Un chiaro invito alle famiglie ad essere protagoniste della vita della Chiesa, nell’impegno e nella fiducia sicuri che a noi stia solo di fare del nostro meglio, senza paura.

Cristina Riccardi, Vicepresidente Forum Famiglie

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