DOMENICA 02 SETTEMBRE 2018, 00:02, IN TERRIS

Lettera al Santo Padre

SALVATORE MARTINEZ
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Papa Francesco
Papa Francesco
S

anto Padre, a Lei si deve rispetto e gratitudine. Sentimenti diffusi e condivisi dalla gente, tra la gente, in tutto il mondo. A partire da quel “popolo fedele di Dio” al cui servizio Lei ha voluto porre il Suo Pontificato, anteponendo la credibilità del Vangelo e del “mandato petrino” ad ogni riduzionismo di senso o di prassi istituzionale. Testimonianza assai difficile, eppure espressione di quella “libertà” che dice della presenza e dell’azione dello Spirito Santo.

Rispetto per l’immensa fatica che Lei sopporta e porta con gioia: custodire e proporre il “depositum fidei”, in un tempo in cui l’eclissi di Dio tra gli uomini e lo svilimento della dignità umana s’impongono ogni giorno alla nostra evidenza, è una sfida senza precedenti all’inizio di questo terzo Millennio di storia cristiana. Pochi, più di Lei e meglio di Lei, hanno compreso questo tempo con lo sguardo e la passione dei profeti. Assai pochi, poi, sono disposti a interpretarlo con discontinuità nella continuità di un ascolto e di un dialogo con il mondo, senza aderire allo spirito del mondo. Dialogo che nessuno può e deve escludere e che include il rischio della fede, l’apertura al giudizio, le contraddizioni umane, il tradimento dei fratelli.

Gratitudine per il bene che sta elargendo alle coscienze. Alla coscienza ecclesiale sopita e distratta; alla coscienza sociale e politica erronea e malferma; alla coscienza familiare svilita e avvilita; alla coscienza giovanile disorientata e fragile. Un bene che si fa “bene comune”, che travalica i confini confessionali, che supera le appartenenze predefinite, che rimette in gioco l’urgenza di una nuova missionarietà e la provvidenzialità di una fede che ancora, per grazia, divinizza e umanizza. Solo in ordine di tempo, le Sue due ultime uscite pubbliche al Circo Massimo di Roma, con i giovani, e a Dublino, per l’Incontro Mondiale delle Famiglie, lo attestano sensibilmente, anche nel difficile equilibrio tra dimensione istituzionale e carismatica della Chiesa, tra sacralità e laicità della fede.

La Chiesa è nelle mani dello Spirito Santo. Assecondare ispirazioni e mozioni dello Spirito Santo non è cosa facile, specie quando si palesano i nostri deficit di comunione ecclesiale. Noi ben lo sappiamo e crediamo: dove c’è lo Spirito c’è la Chiesa; e dove c’è la Chiesa c’è il Papa! Questa convinzione non può farci arretrare in alcun modo dall’impegno di pregare per Lei, di difendere il portato della Sua missione, di starLe vicino con affetto e di sostenere il Suo passo, di farci noi stessi cammino con Lei. E benedire, perché chi benedice erediterà benedizione

Salvatore Martinez

Presidente del Rinnovamento nello Spirito

Presidente della Fondazione Vaticana “Centro Internazionale Famiglia di Nazareth”

 

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