Centrodestra: perché il partito unico è solo suggestione

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Ricucire non significa saldare. E camminare insieme, non necessariamente, implica stare sotto lo stesso ombrello. Per giunta abbracciati. Si può fare entrambe le cose restando fermamente ancorati alle proprie posizioni. E alle proprie insegne. Perché, strutturalmente, questo è un Paese proporzionalista, con una forte propensione ad innamorarsi del leader di turno e non delle insegne che lo rappresentano. Dunque il dibattito sulla possibilità che nel centrodestra si vada formando un partito unico, guidato da Matteo Salvini, nasce monco, mancando di alcuni elementi di base. Ma è non del tutto privo di un suo appeal.

Partiamo dai fattori scatenanti, allora. Con l’obiettivo di ricucire, e non saldare a piombo, gli strappi sulle amministrative e risolvere il rebus della presidenza della Rai, Salvini e Silvio Berlusconi sono tornati a sentirsi con grande frequenza nelle ultime ore. 

Gli sherpa di Lega e Forza Italia sono al lavoro per fissare un incontro al vertice nei prossimi giorni. Ecco perché sullo sfondo aleggia il fantasma del Partito unico del centrodestra. Carta, secondo alcuni analisti, che il Carroccio potrebbe mettere sul tavolo nel caso in cui il Tribunale del riesame di Genova dovesse confermare il sequestro dei beni della Lega ordinato dalla Cassazione per un totale di 49 milioni di euro. Ancora una volta i giudici rischiano di scrivere la storia della politica di casa nostra. Dunque la suggestione del partito unico, della ragione sociale onnicomprensiva del centrodestra, trova un suo fondamento. Ma resta pur sempre una suggestione. Al momento prove vere non ce ne sono. Tanto meno indizi seri. Soprattutto dentro Forza Italia, con la capogruppo alla Camera, Mariastella Gelmini, che ha respinto la proposta al mittente, sostenendo che il partito unico rievoca un nome bulgaro dal sapore antico.

Dagli stessi azzurri, nei giorni scorsi, è emerso un certo ottimismo sulle intese per le candidature alle amministrative: dall’Abruzzo al Piemonte, dalla Basilicata alla Sardegna, si confida che l’alleanza dovrebbe tenere. Dunque non c’è la necessità di cambiare, per giunta ora, le carte in tavola. E poco importa se resta più complicata la partita Rai, ma non impossibile. Forza Italia insiste sul no a Marcello Foa e la Lega potrebbe dirottarlo verso una direzione di rete, optando per un candidato più gradito agli azzurri. Non è un caso che nelle ultime ore sia tornato a circolare il nome dell'ex direttore di Rai Uno Fabrizio Del Noce. Ma questo gioco ad incastri troverà la quadra molto prima del previsto dato che l’informazione è un tema che riguarda anche i 5 Stelle.

Al netto della tv pubblica, contro il partito unico lavora pure Fratelli d’Italia. La leader del partito, Giorgia Meloni, ha ribadito che la sua formazione lavora perché il centrodestra venga rappresentato, sottolineando come Fdi sia l’unico partito “che è rimasto sempre saldamente nel centrodestra, l’unico che non ha fatto accordi né con il Pd né con il Movimento 5 stelle e riteniamo di essere un po’ i custodi di una visione del mondo che è maggioritaria tra gli italiani”. Sull’ultimo aspetto i sondaggi dicono il contrario, ma questo è un dettaglio secondario in questa fase.

Il nodo vero, semmai, partito unico sì, partito unico no, potrà essere sciolto solo dopo le Europee. Salvini, e la cosa sembra strutturalmente acclarata, punta tutto su queste elezioni, confidando in un risultato storico per la Lega. Se ciò dovesse avvenire il leader del Carroccio avrà in mano il mazzo intero delle carte e allora potrà davvero decidere a quale gioco giocare e con quale schema. Non prima. Le amministrative saranno solo una sorta di tempo intermedio della politica, di prova di assestamento per la maggioranza, in modo da dare le giuste correzioni alla rotta intrapresa. Del resto non si è mai visto, nella storia Repubblicana, una forza politica costretta a cambiare il proprio nome non a causa del fallimento della propria cultura politica, ma per iniziativa della magistratura ordinaria. Parlare, ora, di partito unico del centrodestra rischia falsare ulteriormente la realtà dei fatti. Che hanno bisogno di seguire il loro corso. …

 

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