Rapporto ECSR sui diritti sociali in Ue: violazioni per minori disabili e rom

Otto Paesi - tra cui l'Italia - monitorati dall'European Consortium for Sociological Research (ECSR) non applicano la Carta sociale europea per la salute, la sicurezza e la protezione sociale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:19
Disabilità

I Paesi europei monitorati dall’European Consortium for Sociological Research (ECSR) non applicano le decisioni del Comitato europeo per i diritti sociali sulle violazioni degli articoli della Carta sociale europea per la salute, la sicurezza e la protezione sociale. È quanto emerge dalle conclusioni 2021 del Comitato, pubblicate oggi e riportate dal Sir, nei confronti di otto Stati (Belgio, Bulgaria, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Italia e Portogallo) vincolati dalla procedura di reclamo collettivo per non conformità alla Carta sociale. In nessuno di questi Paesi le situazioni riscontrate risultano sanate.

I reclami in Francia, Grecia e Belgio

Il maggior numero di casi riguarda la Grecia (12) e la Francia (10). Tra i casi esaminati in Francia, restano le violazioni dei diritti riguardanti “l’istruzione per i bambini autistici, i compensi per gli straordinari delle forze di polizia, l’accesso alle cure sanitarie, informazione e prevenzione, per i rom, le misure di accoglienza e l’istruzione per i bambini non accompagnati, l’istruzione per i nomadi sottoposti a procedure di espulsione”.

Anche per la Grecia, le questioni aperte riguardano gli “alloggi per le famiglie rom, salute e sicurezza sul lavoro e le misure di austerità sull’orario di lavoro, retribuzione, formazione professionale e le pensioni”.

Mentre il Belgio deve affrontare la situazione degli “alloggi per le famiglie nomadi, i servizi sociali per gli adulti con disabilità, le punizioni corporali ai bambini e l’istruzione per i minori disabili”.

I reclami all’Italia

Anche in Italia restano aperte le questioni per “l’alloggio dei rom e altri diritti, oltre alle restrizioni al diritto di organizzazione dei membri della Guardia di Finanza”. In tutti questi casi, degli otto Paesi esaminati, l’Ecsr ha constatato che “la situazione non era ancora stata resa pienamente conforme alle disposizioni della Carta”. Infine, l’Ecsr, invita “il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa a continuare a vigilare con la dovuta diligenza nel garantire che le decisioni dell’Ecsr siano correttamente applicate”.

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