Nuova Zelanda, attacco con coltello tra la folla a Auckland: 4 feriti

Il sovrintendente Naila Hassan ha detto ai giornalisti che 4 persone sono state accoltellate in attacchi "casuali" e "isolati"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:53

Almeno 4 persone sono rimaste ferite in un attacco con un coltello tra la folla a Auckland, in Nuova Zelanda. Lo riferisce la stampa locale, precisando che una persona è stata arrestata. Il fatto è accaduto a Murrays Bay.

Gli attacchi col coltello a Auckland

Una donna ha raccontato di essere scappata gridando aiuto dopo essere stata minacciata sulla spiaggia da un uomo armato di un “grande coltello”.

La donna, che non ha voluto essere identificata, abita vicino alla spiaggia dove aveva portato a passeggiare il suo cane, quando ha notato un uomo vicino alla riva. Pensando che volesse rivolgerle la parola, si era tolta le cuffie del cellulare e gli si era avvicinata, notando quasi subito il coltello. Si è messa a correre verso il circolo velico della zona mentre l’uomo continuava a correre verso Beach Rd, dove è scomparso.

Un gruppo di muratori disarma l’aggressore

A fermare l’accoltellatore è stato un gruppo di operai definiti degli “eroi” sia dalla polizia che dal consigliere comunale di Auckland, Chris Darby, che su Facebook ha fornito alcuni dettagli: “La polizia è intervenuta immediatamente e il coraggioso intervento di un gruppo di operai edili ha disarmato l’aggressore”. Uno degli operai intervenuti aveva una stampella e l’ha utilizzata per fermare l’aggressore.

Poco dopo l’uomo è stato rintracciato e arrestato. Il comandante della polizia del distretto di Waitematā, il sovrintendente Naila Hassan, ha detto ai giornalisti che quattro persone sono state accoltellate in attacchi “casuali” e “isolati”. L’autore del reato era una persona del posto e le persone colpite hanno ferite lievi. Anche l’aggressore è ricoverato in ospedale con ferite lievi. Il tutto si è risolto nel giro di dieci minuti. “Si è trattato di un attacco casuale e non c’era alcuna indicazione che si sia trattato di un crimine d’odio”, ha concluso il socrintendente.

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