LUNEDÌ 29 AGOSTO 2016, 17:13, IN TERRIS

DILMA ROUSSEFF SI DIFENDE IN SENATO: "L'IMPEACHMENT E' UN'INGIUSTA CONDANNA A MORTE POLITICA"

Dilma ha parlato per 46 minuti e al termine il presidente Ricardo Lewandovski ha sospeso la seduta perché erano scattati applausi

AUTORE OSPITE
DILMA ROUSSEFF SI DIFENDE IN SENATO:
DILMA ROUSSEFF SI DIFENDE IN SENATO: "L'IMPEACHMENT E' UN'INGIUSTA CONDANNA A MORTE POLITICA"
"Tutti sanno che l'impeachment è un'ingiusta condanna a morte politica. Sono innocente. non ho commesso alcun reato. Con me viene condannata a morte anche la democrazia per la quale molti di noi qui dentro abbiamo lottato. Ma ricordo ai senatori che tutti saremo giudicati dalla storia. Non votate l'impeachment, fate giustizia, votate senza risentimento". sono le parole che la presidente del Brasile Dilma Rousseff, sospesa dal suo incarico per un accusa di impeachement e sostituita ad interim dal suo vice Michel Tremer, ha pronunciato durante la sua arringa di fronte ai senatori riuniti nei locali del Congresso di Brasilia. Dilma ha parlato per 46 minuti e al termine il presidente Ricardo Lewandovski ha sospeso la seduta perché erano scattati applausi.

''Non abdico ai principi di democrazia, di onestà e di giustizia per i quali ho lottato durante la dittatura, quando ho sofferto sulla mia carne la tortura e ho visto compagni e compagne violentati e assassinati. Lotto per la democrazia e la giustizia ma sento il sapore amaro dell'ingiustizia, come durante la dittatura - ha aggiunto la Rousseff -. Le accuse contro di me sono un pretesto per un golpe costituzionale, si invoca ipocritamente la costituzione per legittimare un nuovo governo che non ha legittimazione popolare''.

Il discorso della presidente brasiliana al senato, rappresenta l'ultima tappa del procedimento di impeachement aperto nei suoi confronti. Infatti, la fase successiva sarà proprio la votazione dei senatori per esprimere il loro favore o la loro contrarietà alla destituzione della Rousseff.

Durante il suo discorso la "presidenta", così viene chiamata la Rousseff, ha voluto sottolineare come il procedimento nei suoi confronti sia stato aperto dall'allora presidente della Camera, Eduardo Cunha, "come ricatto politico nei miei confronti affinché non sostenessi il procedimento per corruzione nei suoi confronti - ha concluso la Rousseff -. Ma non cedo ai ricatti. Le accuse contro di me sono ingiuste, non ho mai rubato né per me e né per la mia famiglia, non ho case o conti all'estero, non ho mai commesso atti contrari al popolo che mi ha eletto. Siamo ad un passo da una vera rottura costituzionale, da un vero colpo di stato''.
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