Gli ideali cristiani di pace cantati da Dante

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Sono trascorsi sette secoli dalla sua morte ma la sua voce è attuale come quella di un contemporaneo. Dante più che mai oggi è in grado di parlare direttamente al cuore dell’uomo e di indirizzarlo alla ricerca di quel Dio che è l’unico in grado di colmare le ansie e i travagli interiori di ciascuno di noi.

Dante, poeta cristiano, ha cantato con accenti quasi divini gli ideali cristiani della pace, della bellezza, della felicità, della pienezza di vita, dell’appagamento dei desideri dell’anima. Poeta della speranza, ha saputo scrutare anzi cantare l’animo umano e scorgere in ogni uomo quella scintilla, quel desiderio di felicità, di pienezza di vita, di ricerca di verità. Anche se Dante è stato un uomo del suo tempo, con sensibilità diverse dall’uomo di oggi della post-modernità, tuttavia il suo messaggio ed il suo umanesimo, come dice chiaramente papa Francesco nella lettera apostolica “Candor lucis aeternae” in occasione del settimo centenario dalla morte di Dante, sono ancora validi ed attuali e possono rappresentare un punto di riferimento per la formazione dei nostri giovani che vivono in una società liquida che spesso non offre punti di riferimento saldi che possano rappresentare un binario lungo cui camminare e crescere o dei punti cardinali per orientarsi lungo il viaggio della vita.

Il fine della Divina Commedia è, infatti, quello di cambiare radicalmente l’uomo e di portarlo dal disordine all’ordine, dal peccato alla santità, dalla disperazione alla felicità, dalla contemplazione terrificante dell’Inferno a quella beatificante del Paradiso. Nelle cantiche del Paradiso, Dante in maniera magistrale ha rappresentato la bellezza dell’incontro tra l’uomo e Dio, tra il creatore e la sua creatura: “Oh quanto è corto il dire e come fioco al mio concetto! e questo, a quel ch’i’ vidi, è tanto, che non basta a dicer ’poco’. O luce etterna che sola in te sidi, sola t’intendi, e da te intelletta e intendente te ami e arridi!” (Par 33, 121-126).

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