Fatima, dove la Madonna parla all’umanità sofferente

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Le apparizioni mariane a Fatima, ai tre pastorelli di un villaggio sperduto sugli altipiani dell’Estremadura, in Portogallo, sono l’ancora di salvezza dell’umanità contemporanea sconvolta dal secolo breve dei totalitarismi, dal laicismo più sfrenato, delle persecuzioni anticristiane, della perdita della fede e dagli attacchi alla vita e alla famiglia.

La Vergine appare il 13 maggio del 1917 a Lucia Dos Santos di dieci anni e ai suoi due cugini Francesco Marto e Giacinta Marto, rispettivamente di nove e sette anni. Nel pieno della Prima guerra mondiale, con milioni di uomini impegnati a combattersi nelle trincee dell’Europa centrale (una conflitto a cui partecipa anche il Portogallo dal 9 marzo di quell’anno), Maria si rivolge a tre bambini di famiglie povere e numerose, rendendoli depositari delle profezie sugli orrori del futuro e gli sbagli del popolo di Dio. Paradossalmente, proprio parlando a dei bambini analfabeti, che non sapevano nulla del mondo, la Madonna dice ancora una volta a tutti che resta la madre dell’umanità.

Fin dalla prima apparizione i fanciulli si sentirono avvolti in un abbraccio di tenerezza e non ebbero paura, come non ebbero paura quando Maria chiese loro di sopportare le sofferenze che avrebbero avuto in riparazione per i peccati e la conversione dei peccatori. La preghiera per i peccatori viene di nuovo chiesta loro nell’apparizione del 19 agosto, visto che tanti uomini continuavano e continuano tutt’ora a perdersi perché non c’è chi intercede per loro. Bisogna considerare che il Portogallo all’epoca era governato da un governo laicista e anticlericale e il sindaco del posto, qualche giorno prima, aveva trattenuto in bambini in prigione per evitare che si presentassero al giorno dell’apparizione. Le apparizioni si sono infatti susseguite ogni 13 del mese fino ottobre del 1917, quando 70 mila persone, assistettero al cosiddetto miracolo del sole, riportato da tutte le testate giornalistiche lusitane dell’epoca, durante il quale Maria chiese di edificare in quel luogo una cappella in suo onore, che poi sarebbe diventato uno dei santuari mariani più importanti di tutta la cristianità, visitato dal oltre 5 milioni di pellegrini ogni anno.

Dalla periferia dell’Europa si irradiava a tutti i popoli un messaggio sempre attuale, con profezie, avvertimenti ed esortazioni che indicano in Lucia, Francesco e Giacinta dei modelli di umiltà da imitare, con la loro fede, il coraggio di fronte le avversità e la vocazione di amore per i peccatori. Nelle apparizioni di Fatima Maria ha rivelato i fatti più terrificanti e le conseguenze più nefaste della mancata conversione di gran parte dell’umanità. Dalla fine imminente della Prima guerra mondiale al pericolo di una seconda guerra ancora più devastante, dal sorgere del totalitarismo comunista in Russia alle persecuzioni contro la Chiesa. La terza parte della profezia, tenuta segreta fino al 13 maggio 2000, riguarda ancora la persecuzione dei cristiani e la lotta dei sistemi atei contro la Chiesa e descrive l’immane sofferenza dei testimoni della fede dei nostri tempi.

Nella visione profetica descritta da Lucia c’è un “vescovo vestito di bianco” che prega per tutti i fedeli è che cammina faticosamente verso la Croce tra i cadaveri dei martirizzati (vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e numerosi laici) cade a terra come morto, sotto i colpi di arma da fuoco. Non è un caso che Giovanni Paolo II, devoto alla Madonna di Fatima, riteneva che il 13 maggio del 1981, in piazza San Pietro, fu la Madonna a deviare la traiettoria del colpo sparato da Ali Ağca. Uno dei proiettili è incastonato nella corona della Vergine custodita nel santuario di Fatima. Da Fatima non arrivano solo profezie che si realizzano ma un messaggio salvifico che sprona ad affidarsi alla Madonna per essere strumento di misericordia per i peccatori. Una luce che guida l’umanità servendosi dei più semplici.

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