Il male assoluto in rete: sesso con neonati, bimbe e animali

La polizia postale ha isolato la posizione dei singoli nickname recuperando per ognuno il "male condiviso" ed estrapolando le connessioni Ip

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:14

Sgominata dalla polizia postale una rete di pedofili italiani. Su una nota piattaforma di messaggistica scambiavano materiale pedopornografico. Oltre 200 investigatori del Centro nazionale di contrasto alla pedopornografia online e del Compartimento polizia postale e delle comunicazioni di Torino conducono la più grande e complessa operazione di polizia degli ultimi anni. L’obiettivo è quello di contrastare la pedopornografia online, con il coordinamento della procura di Torino.

Male in rete

Sono state eseguite 50 perquisizioni e arresti in 15 regioni italiane, per detenzione, diffusione ed in alcuni casi, di produzione di materiale pedopornografico. Secondo quanto riferito dalla polizia all’Adnkronos, la capillare attività di indagine, fatta anche attraverso veri e propri pedinamenti virtuali, ha consentito di dare una identità certa ai nickname. Erano  utilizzati in rete dai pedofili, portandoli allo scoperto e fuori dall’anonimato della rete“.

Immagini raccapriccianti

Ingente il quantitativo di file sequestrati. Contengono immagini raccapriccianti di abusi su minori. Ritraggono vere e proprie pratiche di sadismo dove le vittime erano anche neonati. L’indagine è il frutto di una proficua sinergica collaborazione di tipo internazionale con il National Child Exploitation Coordination Center (Ncecc) canadese. Ciò ha consentito di riscontrare tra gli utenti di una nota piattaforma di messaggistica istantanea comportamenti in violazione delle regole del portale. I reati sono quelli di detenzione, diffusione e produzione di materiale pedopornografico.

Scene di nudo

Il materiale illegale, precisa la polizia, è risultato essere molto diversificato. Passa da foto che rappresentavano scene di nudo ad altre con contenuti raccapriccianti. Ritraggono vere e proprie violenze sessuali dove le vittime erano spesso neonati. In alcuni casi si è riscontrata la presenza di materiale autoprodotto in ambito familiare. Sulla stessa piattaforma, all’epoca dei fatti, condivideva materiale autoprodotto un soggetto già arrestato qualche mese prima dal Compartimento Polizia Postale di Torino nell’ambito di un´altra indagine in materia di pedopornografia on-line. La polizia postale ha isolato la posizione dei singoli nickname recuperando per ognuno di loro il materiale condiviso. Ed estrapolando le connessioni Ip utili al prosieguo delle indagini.

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