Tre giorni di violenze, poi fa arrestare il suo aguzzino

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:29

Ha subito violenze per tre giorni, segregata in un appartamento in una città che non era la sua, finché con coraggio non è riuscita a salvarsi e a far fermare il suo vessatore dalla forze dell’ordine. Ma è stata solo la coda lunga di una relazione devastata dai soprusi, dalle minacce e dalla paura. La vittima della vicenda è una giovane di 28 anni, madre di due bambini. Il suo aguzzino un uomo di 30 anni di nazionalità albanese che vive in Italia da irregolare e ha dei precedenti.

Da una macchina in corsa

Da una anno la storia tra la giovane mamma e il suo attuale ex compagno era un susseguirsi di violenze fisiche e psicologiche, rinforzate dalle minacce rivolte a lei e ai suoi bambini affinché non raccontassero nulla, ha racconta la 28enne. Poi da mercoledì 31 luglio è caduta in un baratro lungo tre giorni la per la donna. L’uomo l’avrebbe portata con sé a forza da Siena a Foligno, rinchiudendola in un appartamento e abusando di lei ripetutamente. Il 2 agosto lui l’ha costretta ad accompagnarlo in un grande centro commerciale a Castel Romano, nel Lazio. Mentre giravano nel parcheggio dell’outlet, la ragazza ha notato la presenza di molte persone e, mentre l’uomo al volante era distratto, ha aperto lo sportello e si è gettata dall’auto, sperando nel soccorso di qualcuno. Nonostante la folla, l’albanese ha inchiodato e una volta sceso dalla macchina non avrebbe esitato a colpirla con violenti schiaffi e pugni nel tentativo di farla risalire a bordo. Tentativo frustrato dall’avvicinarsi di presenti e guardie giurate andati in aiuto della donna, ma all’arrivo dei carabinieri di Spinaceto l’uomo era già andato via. La giovane è stata poi accompagnata in ospedale, lì è stata ricoverata e sottoposta al protocollo per le vittime di abusi sessuali. Poi ha raccontato tutto ai militari.

L’arresto

Grazie alle immagini delle telecamere di sicurezza del centro commerciali gli uomini dell’Arma sono potuti risalire rapidamente al modello e alla targa dell’auto dell’albanese. Poco dopo è stata rintracciata una testimone. Una donna di Foligno che sarebbe entrata nell’appartamento dove la giovane vittima era prigioniera  e avrebbe dovuto assistere, contro la sua volontà, alle violenze perpetrate. Con questi elementi, i carabinieri sono riusciti ad attirare l’albanese alla stazione dei treni della città umbra. Una volta bloccato per non farlo fuggire, i militari lo hanno sottoposto allo stato di fermo e condotto al carcere di Spoleto. L’uomo è accusato di sequestro di persona, violenza sessuale, minacce e lesioni.

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