Ossa di due persone in Nunziatura, lo scheletro è di donna

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:47

Apparterrebbe a una donna lo scheletro quasi intatto rinvenuto nel palazzo della Nunziatura apostolica di Via Po. Un'ipotesi avanzata dopo l'analisi del bacino, a quanto pare riconducibile a una forma femminile. In mattinata, era stata diramata l'informazione che le ossa ritrovate sotto un pavimento della sede della Nunziatura apostolica a Roma, non sarebbero di una persona sola. Fin da subito, i resti erano stati ipoteticamente messi in relazione alla sparizione di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, entrambe adolescenti quando, nel 1983, scomparvero nel nulla avviando due fra i più controversi casi di cronaca nera della storia italiana. Ora, con il ritrovamento dei resti all'interno dell'edificio vaticano e le analisi in corso per capire a chi appartengano (gli accertamenti sono effettuati soprattutto su cranio e denti, per stabilire età e sesso del corpo), torna a far sentire la propria voce anche la famiglia Orlandi che, per bocca del legale Laura Sgrò, ha fatto sapere di voler chiedere “alla Procura di Roma e alla Santa Sede in che modalità sono state trovate le ossa e come mai il loro ritrovamento è stato messo in relazione con la scomparsa di Emanuela Orlandi o Mirella Gregori. Il bollettino emesso ieri sera dalla Santa Sede fornisce poche informazioni”.

Il ritrovamento

Intanto, iniziano a circolare le prime informazioni circa ritrovamento, il quale sarebbe stato effettuato da alcuni operai durante dei lavori di ristrutturazione. Secondo alcune fonti, i tecnici (che verranno ascoltati dai pm per accertare la dinamica del rinvenimento) si sarebbero trovati di fronte a uno scheletro quasi intero con, a breve distanza, altri frammenti ossei. Da qui l'ipotesi, circolata quasi immediatamente, che le due sezioni di resti possano appartenere a due persone diverse. Gli esami attualmente in corso serviranno a determinare lo stato delle ossa, così da capire se, eventualmente, possa essere possibile estrarre tracce di materiale organico e tentare poi di ottenere un frammento di Dna, operazioni che, a ogni modo, non verranno completate prima di alcuni giorni. Nel frattempo, si cercherà di capire come mai resti ossei si trovassero sotto il pavimento della Nunziatura anche se pare non sia la prima volta che un simile ritrovamento avvenga in edifici vaticani.

Attesa per la comparazione

Al momento, perciò, non vi sono ulteriore elementi che possano in qualche modo mettere in relazione il ritrovamento con Emanuela Orlandi o Mirella Gregori e, per maggiori chiarimenti, sarà necessario attendere l'esito degli esami antropometrici, per i quali il Vaticano ha richiesto la collaborazione della magistratura di Roma, in possesso a sua volta del Dna di entrambe le ragazze e, a seconda dell'esito delle operazioni, in grado di effettuare la comparazione di eventuali filamenti. In caso non fosse possibile estrarre Dna dalle ossa, gli esami verrebbero effettuati direttamente su di esse e richiederebbero molto più tempo. Intanto, però, il ritrovamento ha contribuito a riaprire il dibattito (comunque mai sopito) sulla scomparsa delle due ragazze e riacceso le speranze delle famiglie che, dopo 35 anni, si possa finalmente giungere alla verità sulla loro sorte.

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