Milano, giovane turista canadese violentata da finto autista

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:28

A Milano nuovo caso di violenza sessuale ai danni di una turista canadese di 30 anni. Dalle ricostruzioni sembra che lo stupro sia stato messo in atto da un uomo che si è spacciato per dipendente di una ditta di noleggio auto con conducente. Il tutto sarebbe iniziato in viale Monza, una zona centrale del capoluogo lombardo, dove domenica la donna è salita sul mezzo chiedendo di essere trasportata a Lampugnano. Da qui avrebbe dovuto prendere un bus per raggiungere Venezia. L’assalitore, invece, l’ha portata a Crescenzago, in periferia, in una zona isolata vicina al Parco Lambro. Lì ha fatto scendere la turista canadese e forse ha tentato un approccio sessuale che è stato respinto. Quindi ha afferrato la donna per un braccio per poi stuprarla indisturbato prima di darsi alla fuga. Una volta rimasta sola la turista ha trovato la forza per contattare col suo telefonino il 118. L’ambulanza l’ha accompagnata alla Clinica Mangiagalli dove gli accertamenti hanno confermato l’avvenuto stupro.

Su questo ennesimo episodio di violenza sessuale stanno indagando i carabinieri della Compagnia Porta Monforte di Milano. Il giorno dopo, con gli investigatori, la vittima ha cercato di ripercorrere il tragitto, partendo da viale Monza, ma ha avuto un crollo emotivo ed è dovuta tornare in ospedale. I carabinieri stanno passando al setaccio le telecamere di sorveglianza con l’ausilio della sommaria descrizione dell’auto fornita dalla donna (un mezzo di colore chiaro) la quale non è riuscita a ricostruire l’identikit dell’uomo assieme ai militari. Ma, a quanto pare, i carabinieri starebbero concentrando le loro indagini su un sudamericano che in passato potrebbe essere stato protagonista di analoghi episodi. Il campo delle ricerche è vasto ma a essere più interessata è la zona di via Padova e viale Monza dove, tra l’altro, è alta la presenza di sudamericani. Intanto si attendono i riscontri da parte del Ris di Parma sulle tracce lasciate dall’aggressore sui vestiti della vittima. Già ripartita per il Canada, ai carabinieri la donna avrebbe confidato: “Ero appena stata in Messico, mi avevano detto di fare molta attenzione lì. E invece tutto questo mi è successo da voi, in Italia”.

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