Trentin (AID): “I diritti dei lavoratori con DSA: cosa c’è ancora da fare”

L'intervista di Interris.it ad Antonella Trentin, vicepresidente dell'Associazione Italiana Dislessia (AID) sulla legge 25/2022 a tutela dei lavoratori con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:01

“Alle persone con disturbi specifici di apprendimento, di cui alla legge 8 ottobre 2010, n. 170, sono assicurate uguali opportunità di sviluppo delle proprie capacità e uguale accesso al mondo del lavoro, evitando ogni forma di discriminazione”. Recita così la nuova legge a tutela dei lavoratori con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (comunemente noti con l’acronimo DSA).

La legge 25/2022 assicura nuove prospettive di inclusione e accessibilità riconoscendo, per la prima volta, dei diritti fondamentali a un milione e duecentomila lavoratrici e lavoratori con dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia, impiegati nelle aziende private.

Una conquista di civiltà che consente oggi ai dipendenti con DSA di utilizzare strumenti compensativi e accomodamenti ragionevoli per ridurre le difficoltà legate al disturbo e per far emergere le vere potenzialità.

Cosa sono i DSA, i Disturbi Specifici dell’Apprendimento

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) che in Italia interessano 3 milioni di cittadini, sono neurodiversità che riguardano la capacità di leggere in modo fluente, scrivere e calcolare in modo corretto. Si manifestano in età scolare, ma accompagnano gli individui anche nell’età adulta e i problemi che li caratterizzano possono essere compensati, attraverso strumenti e strategie personalizzate.

Ne parliamo su Interris.it con Antonella Trentin, vicepresidente AID. Fondata nel 1996, L’Associazione Italiana Dislessia (AID) è la principale associazione di promozione sociale che si occupa di Disturbi Specifici dell’Apprendimento in Italia.

Antonella Trentin, vicepresidente AID

L’intervista ad Antonella Trentin di AID

Dottoressa Trentin, cosa rappresenta la legge 25/2022 per i lavoratori e le lavoratrici con DSA?

“La legge 25/2022 lancia a imprese e sindacati la sfida di un salto culturale necessario per coltivare i talenti di ciascuno: un passo fondamentale se si considera che ogni anno 15.000 giovani con disturbi specifici dell’apprendimento entrano nel mondo del lavoro”.

Cosa prevede la legge, in pratica?

“Prima di tutto sarà vietata ogni forma di discriminazione nei confronti delle persone con DSA nei luoghi di lavoro. Inoltre, i lavoratori con DSA, che liberamente sceglieranno di dichiarare la propria caratteristica, potranno chiedere nei colloqui di selezione del personale l’uso di computer con sintesi vocale, calcolatrice, schemi e formulari, oltre al tempo in più per i test di selezione scritti. I lavoratori con DSA già assunti, che lo desiderano, potranno ricevere gli stessi strumenti e accomodamenti ragionevoli. Si tratta di misure praticamente a costo zero per le aziende, ma che porteranno enormi vantaggi. Ovviamente spetterà al singolo lavoratore dichiarare o meno la propria caratteristica e chiedere gli accomodamenti più opportuni. Inoltre, secondo la nuova legge, gli strumenti compensativi e le misure dispensative dovranno essere applicati in tutte le occasioni di valutazione per l’accesso o il completamento di percorsi formativi finalizzati all’esercizio di attività e professioni, come gli esami per l’accesso agli Ordini professionali, nonché in ambito sociale”.

Quali sono i lavori più “ostici” per persone con DSA e perché?

“Non c’è una risposta univoca. Le difficoltà dipendono da due fattori. Il primo riguarda le caratteristiche della persona con DSA, che sono variabili da un soggetto all’altro, rendendo certi compiti e attività più o meno difficili. L’altro fattore sono le richieste e le attese da parte dell’ambiente di lavoro (superiori e colleghi della persona con DSA). Se non si comprendono e non si accettano certe caratteristiche di funzionamento della persona, modulando le richieste in rapporto a queste, qualsiasi lavoro può risultare difficile per il soggetto con DSA. Nella condizione DSA sono presenti però anche punti di forza riferibili innanzitutto alla normalità delle funzioni cognitive generali, cioè dell’intelligenza, e alla possibile presenza di aree di talento”.

Cosa intende?

“Molti lavoratori con dislessia hanno sviluppato spiccate capacità di problem solving, creatività, pensiero divergente, visione d’insieme. Ricordiamo che tra le persone con DSA si contano anche premi Nobel, registi famosi, scrittori, grandi imprenditori. Lo diciamo non per affermare che i dislessici sono geniali, ma per dire che, come tutti, sono in grado di svolgere una professione, a volte ad altissimo livello. Hanno solo bisogno di strumenti adeguati. Per questo è necessario adottare accorgimenti ragionevoli all’interno delle aziende e creare un ambiente di lavoro inclusivo”.

Lavoratori. Immagine di repertorio. Fonte: AID

Quali sono le maggiori difficoltà che incontrano le persone con DSA nei luoghi di lavoro?

“Molto dipende dal cosiddetto ‘profilo funzionale’ dell’individuo: il modo in cui funziona il suo cervello. In alcuni casi possono essere particolarmente faticose attività che richiedono un doppio compito, tempi compressi di esecuzione che coinvolgano abilità scolastiche come lettura, scrittura e calcolo. Possono essere gravosi i compiti con memorizzazioni procedurali complesse, calcolo rapido, lessico a bassa frequenza d’uso, grosse quantità di materiale di lettura, la scrittura o lettura di testi in lingue straniere. Ma questo senza strumenti compensativi!”.

In concreto, quali strumenti proponete per aiutare i lavoratori con DSA?

“Si va dalle calcolatrici, alla sintesi vocale che legge documenti ed email, alla possibilità di dettare un testo al computer, funzioni ormai contenute in tutti i browser e nei programmi di scrittura. La banale possibilità di poter registrare una call per poi riascoltarla. Oltre ad un’organizzazione del lavoro personalizzata e l’uso di mappe o alberi decisionali per guidare i processi procedurali”.

Un esempio concreto?

“Mi viene in mente Anna che è rinata quando ha scoperto che una sintesi vocale, una voce artificiale inclusa nel client di posta, poteva leggere le infinite mail che ogni giorno riceve sul lavoro. Oppure Carlo, bravissimo operaio, che faticava a ricordare alcune procedure e perciò si chiedeva se licenziarsi. Poi la soluzione, semplicissima: ha scritto su un foglio le indicazioni per resettare il macchinario con cui lavora e su un altro il procedimento etichettare la merce, spuntando via via le operazioni fatte”.

Quali saranno i prossimi obiettivi di AID?

“Fare applicare le nuove norme sul lavoro. La legge c’è, ma è solo il primo passo.
Così come la legge sui concorsi pubblici per i candidati con DSA, oggi inattuata perché troppo macchinosa. Chiederemo al prossimo governo di snellire la procedura.
Un’altra battaglia riguarda la certificazione diagnostica per gli adulti. Oggi i centri che fanno diagnosi sono molto pochi e spesso sono privati, quindi a pagamento. Chiediamo perciò la presenza di un centro diagnostico pubblico e gratuito per adulti in ogni regione italiana, anche perché senza la certificazione non si ha alcun diritto ad usare gli strumenti: sul lavoro, all’università, nei concorsi pubblici, nell’esame per la patente”.

AID è storicamente impegnata nel diritto allo studio degli studenti con DSA…

“Sì. La nostra grande battaglia è assicurare diritti certi non solo ai lavoratori, ma anche agli studenti universitari con DSA, come ho spiegato dettagliatamente a InTerris nell’intervista dello scorso gennaio. Recentemente, abbiamo lanciato una petizione su Change.org che in un mese ha superato le 50 mila firme. La petizione chiede al futuro Governo e Parlamento una legge ad hoc sulla dislessia per l’università, che dia certezza di diritto a studentesse e studenti e il pieno riconoscimento di strumenti e misure compensative nel percorso accademico. Infine, c’è una questione purtroppo intramontabile: far rispettare davvero i diritti degli studenti nel mondo della scuola. Stiamo assistendo a pericolosi passi indietro. Ma noi di AID, su questo tema, non abbasseremo mai la guardia!”.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.