“Ricostruire percorsi di vita”. Progetto in Piemonte per ridare dignità sociale ai detenuti

In mille hanno partecipato a "Sportello Lavoro Carcere". Un'iniziativa per il reinserimento e per "abbassare le recidive"

Piemonte
Laboratorio-Piemonte contro la recidiva. Tre milioni di euro per il reinserimento dei detenuti nel mondo del lavoro. E 975 destinatari che hanno preso parte al progetto “Sportello lavoro carcere”. Sono “alcuni dei dati che si possono leggere nella sintesi 2020-22. E che ci sono stati forniti, sotto nostra richiesta, in commissione regionale. Dopo il confronto con la direttrice dell’Agenzia Piemonte Lavoro“, spiega Francesca Frediani, consigliere regionale.
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Laboratorio Piemonte

Il progetto è  cofinanziato attraverso i fondi strutturali dell’Unione Europea. E prevede attività mirate all’inclusione socio-lavorativa di chi è privato della libertà personale. Nel tentativo di offrire un sostegno concreto per riconquistare una propria autonomia. Ad oggi 206 persone hanno preso parte a tirocini formativi. E 75 sono state messe sotto contratto. Le attività sono erogate dagli operatori all’interno degli istituti. A seguito di appuntamenti concordati con i servizi educativi del carcere. Hanno coinvolto tutti e 14 gli istituti carcerari piemontesi. Non solo reinserimento ma recupero di dignità sociale. “Lo chiedono i detenuti che abbiamo incontrato durante le nostre visite nei penitenziari – sottolinea Francesca Frediani-. E lo chiediamo anche noi. Consapevoli che la ricostruzione di un’identità socio-lavorativa è il primo tassello per abbassare il tasso di recidiva. Dando respiro alle carceri e recuperando delle vite umane”.Piemonte

L’obiettivo del progetto è respiro alle carceri  recuperando delle vite umane

Piemonte contro la recidiva

Abbassare il tasso di recidiva è l’obiettivo-chiave, quindi. “Lo si può raggiungere solo con una maggiore interconnessione con le realtà del territorio– evidenzia il consigliere regionale del Piemonte-. E con la presenza costante dei servizi per il lavoro all’interno delle strutture penitenziarie. Quasi mille detenuti hanno preso parte al progetto ‘Sportello lavoro carcere’. La priorità è appunto ridare dignità sociale. Per abbassare le recidive. E ricostruire percorsi di vita“. Patrizio Gonnella, è il presidente di Antigone . Sos dell’associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale sulle condizioni di detenzione. Sono oltre 2.000 le visite tenute dall’osservatorio di Antigone nelle carceri italiane dal 1998 ad oggi. “I tassi di recidiva ci raccontano di un modello che non funziona. E che ha bisogno di importanti interventi. Aprendosi al mondo esterno. Puntando sulle attività lavorative, scolastiche, ricreative. E abbandonando la sua impronta securitaria”.

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Extrema ratio

Il rapporto di Antigone evidenzia come in media vi sia una percentuale pari a 2,37 reati per detenuto. Al 31 dicembre 2008 il numero di reati per detenuto era più basso di 1,97. Dunque diminuiscono i reati in generale. Calano i detenuti in termini assoluti. Ma cresce il numero medio di reati per persona. Al 31 dicembre 2021, dei detenuti presenti nelle carceri italiane, solo il 38% era alla prima carcerazione. Il restante 62% in carcere c’era già stato almeno un’altra volta. Il 18% c’era già stato in precedenza 5 o più volte. Tassi di recidiva alti, dunque. “E’ fondamentale che il carcere diventi realmente l’extrema ratio. A cui ricorrere solo in casi dove ce ne sia la reale necessità”, sostiene Patrizio Gonnella. Al 31 dicembre 2021 ben 19.478 detenuti dovevano scontare una pena residua pari o inferiore a 3 anni. Poco meno del 40% del totale dei reclusi, quindi. Una gran parte di loro potrebbe usufruire di misure alternative.
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Pene alternative

Un aumento delle pene alternative permetterebbe di porre rimedio anche al cronico sovraffollamento delle carceri italiane. Il tasso di affollamento è attualmente del 107%. Contando i posti ufficiali conteggiati dal ministero della Giustizia. Tuttavia vanno considerati ii posti realmente disponibili. A fronte di reparti e sezioni chiuse o celle inagibili. Perciò il tasso supera il 115%. Un dato su cui pesano sempre meno gli stranieri. Che al 31 marzo 2022 sono il 31,3% sul totale della popolazione detenuta. Con un calo del 5,8% rispetto al 2011. Il loro tasso di detenzione è calcolato nel rapporto di Antigone. Tra popolazione straniera residente in Italia e stranieri presenti nelle carceri. E ha visto una decisiva diminuzione. Passando dallo 0,71% del 2008 allo 0,33% del 2021. da un anno lavora una Commissione per l’innovazione del sistema penitenziario. Il professor Marco Ruotolo che la presiede ha consegnato un documento. Contiene, secondo Antigone, “tutta una serie di riforme che si potrebbero fare in maniera piuttosto rapida”.