Paraguay, la Chiesa soccorre e protegge i più deboli e indifesi in pandemia

I vescovi: “Con Cristo dobbiamo essere la medicina in questo tempo della pandemia e del post-pandemia”

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Paraguay

In pandemia i vescovi del Paraguay segnalano il “divario digitale nelle disparità di accesso ai mezzi telematici“. E la “mancanza di risorse”. Inoltre, secondo l’episcopato del Paraguay, la medicina appropriata per la salute sociale è il cammino evangelico. Dell’ascolto. Della sinodalità. Del dialogo. Della concertazione”. Di qui l’affidamento all’intercessione di María Santísima de Caacupé. E alla preghiera di tutti i cristiani. Per “servire il Signore e la sua Chiesa”. Con il cuore del Buon Pastore. Che guarisce e protegge i più deboli e indifesi. L’esortazione è contenuta nel messaggio dei vescovi del Paraguay. Al termine della loro Assemblea Generale che si è tenuta in forma virtuale. Con un “atteggiamento di ascolto dei segni dei tempi. Per cercare la volontà di Dio”.Paraguay

Paraguay in ascolto

L’ascolto è l’atteggiamento fondamentale nella preparazione all’Assemblea ecclesiale dell’America Latina e dei Caraibi. Che a novembre si terrà in Messico, riferisce l’agenzia missionaria vaticana Fides. Questo evento “è un’esperienza che alimenta la comunione della Chiesa latinoamericana. E apre alla “comunione universale”, evidenziano i vescovi. Incoraggiando “tutti i fedeli, a livello personale e comunitario”. Ad essere attivamente impegnati in questo processo. Quindi annunciano l’intenzione di “promuovere iniziative e azioni concrete di dialogo. Tra i diversi settori e protagonisti della vita nazionale. Al fine di maturare proposte e sforzi consensuali. Che forniscano soluzioni alle grandi sfide. E alle tante esigenze delle persone più colpite dalla disuguaglianza e dalla povertà”.

L’incontro con Cristo

L’Anno dell’Eucaristia è un invito a tornare “all’incontro con Cristo nel mistero del Santissimo Sacramento”. I vescovi del Paraguay ribadiscono che “la missione dei discepoli rinasce dal fuoco del cuore che ascolta Cristo vivente. E che continua a spezzare il pane per molti. Alimentando la speranza che con Cristo possiamo superare lo scoraggiamento di fronte alle difficoltà. Le distanze che ci separano. Gli ostacoli che ci fermano”. Quindi esortano: “Con Cristo dobbiamo essere la medicina in questo tempo, della pandemia e del post-pandemia. Nel quale vengono allo coperto le malattie che dobbiamo sradicare. E che sono espressioni di varie forme di corruzione. Morale, sociale e istituzionale. Che influenzano la coesistenza pacifica. E impediscono la vita dignitosa di tutti noi che siamo fratelli”.

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