Papa ai farmacisti ospedalieri: “L’aborto è omicidio, sì all’obiezione di coscienza”

Papa: "Sull'aborto sono molto chiaro: si tratta di un omicidio e non è lecito diventarne complici. Il nostro dovere è la vicinanza"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:36
Papa Francesco nella sala Clementina

Ricevendo oggi in udienza nella Sala Clementina i partecipanti al Congresso promosso dalla Società Italiana di Farmaceutica Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici alle Aziende Sanitarie (SIFO), papa Francesco ha voluto “ribadire l’importanza del sistema sanitario pubblico nazionale, elemento imprescindibile per garantire il bene comune e la crescita sociale di un Paese. E tutto ciò nel contesto della pandemia, che ha cambiato e cambierà il modo di programmare, organizzare e gestire la sanità e la salute”.

La SIFO è un’associazione culturale e scientifica dei farmacisti ospedalieri e dei servizi farmaceutici territoriali delle Unità sanitarie locali. E’ stata costituita nel 1952 e ha sede a Milano. Ad essa affluisce la quasi totalità dei farmacisti pubblici dipendenti dal SSN (Servizio Sanitario Nazionale) e quelli dipendenti dalle strutture ospedaliere private. Ad oggi conta 2312 soci.

Le tre strade del Papa per i farmacisti ospedalieri

Il Pontefice ha anche indicato “tre strade sulle quali proseguire il vostro impegno” di farmacisti ospedalieri. La prima quella della “routine quotidiana e il servizio nascosto”, aspetti “che richiedono pazienza, costanza e precisione, e che non hanno la gratificazione dell’apparire, hanno poca visibilità”. Se fatto con la preghiera, ha affermato, ciò porta alla “santità del quotidiano”.

La seconda strada è quella della “professionalità”. “Si tratta – ha sottolineato Francesco – della capacità di comprendere la malattia e il malato, di personalizzare le medicine e i dosaggi, confrontandosi talvolta con le situazioni cliniche più complesse”.

La terza strada indicata dal Papa, ripreso da Ansa, “interessa la dimensione etica della professione, sotto due aspetti: quello personale e quello sociale”. Sul piano personale, “si tratta di esercitare una costante vigilanza, perché il fine sia sempre la vita del paziente nella sua integralità”.

Sul piano, invece, della giustizia sociale, pur conoscendo il grande spazio che occupa “l’universalità dell’accesso alle cure” nel Servizio Sanitario Nazionale italiano, “i criteri gestionali e finanziari non sono l’unico elemento da prendere in considerazione”, mentre “la cultura dello scarto non deve intaccare la vostra professione. E anche su questo – ha aggiunto – bisogna essere sempre vigilanti”. “Anche per gli anziani – ha avvertito il Pontefice ‘a braccio’ -, dare la metà dei medicinali: questo è uno scarto“.

Papa: “Aborto è omicidio, non è lecito diventarne complici”

“Voi siete sempre al servizio della vita umana – ha detto il Papa ai farmacisti ospedalieri -. E questo può comportare in certi casi l’obiezione di coscienza, che non è infedeltà, ma al contrario fedeltà alla vostra professione, se validamente motivata. Ed è anche denuncia delle ingiustizie compiute ai danni della vita innocente e indifesa”.

In particolare sull’aborto “sono molto chiaro: si tratta di un omicidio e non è lecito diventarne complici“. E “il nostro dovere è la vicinanza: stare vicino alle situazioni, specialmente alle donne, perché non si arrivi a pensare alla soluzione abortiva, perché in realtà non è la soluzione”.

“Oggi c’è un po’ la moda di pensare che sarebbe una buona strada togliere l’obiezione di coscienza – ha osservato il Pontefice ‘a braccio’ -. Ma guardate che questa è l’intimità etica di ogni professionista della salute, e questo non va negoziato, mai. E’ proprio la responsabilità ultima dei professionisti della salute”, ha aggiunto.

Il Papa riceve il presidente della Cei, card.Bassetti

Papa Francesco ha ricevuto oggi in udienza anche il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Tra le altre udienze del Pontefice – in tutto sette -, quella ad Alessandro Cassinis Righini, revisore generale delle finanze della Santa Sede e capo dell’anti-corruzione vaticana.

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