La religione a scuola diventa facoltativa. No delle Chiese

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:57

Finora in Cile l'insegnamento della religione fa parte di un piano formativo obbligatorio. Ma presto dovrebbe diventare una materia facoltativa, studiata soltanto due ore a settimana. Questa la decisione presa dal Consiglio nazionale dell'educazione, che trova però l'opposizione non solo della Chiesa cattolica, ma anche di altre importanti comunità religiose del Paese latinoamericano.

L'opposizione

In una dichiarazione – pubblicata sul quotidiano El Mercurio e firmata dalla Conferenza episcopale cilena (Cech), insieme ai rappresentanti delle Chiese riformate (evangelici, battisti, luterani, dei Santi degli ultimi giorni, avventisti), della comunità ebraica e di quella islamica – si evidenzia come l’insegnamento della religione contribuisca “alla formazione di un cittadino democratico, responsabile, etico, critico, libero, solidale, con una visione della cultura e della religiosità della società in cui vive”. Ne dà notizia l'AgenSir, evidenziando come, secondo i leader religiosi, passare da un piano formativo obbligatorio della religione a due ore facoltative, presentate in alternativa ad altre tre proposte, “crea una concorrenza artificiale e iniqua, favorendo l’eliminazione della disciplina dal corso di studi”, e privando così gli studenti della possibilità di una “formazione integrale” e di uno “sviluppo etico, sociale e culturale che proprio la Legge generale dell’educazione dichiara di perseguire”. Perciò, i firmatari invitano il Consiglio nazionale dell’educazione a “riconsiderare la sua recente decisione”, riconoscendo che l’insegnamento della religione “è lo spazio formativo privilegiato per prendersi cura e formare la dimensioni spirituale, etica e morale di uno studente”.

La religione a scuola in Italia

In Italia l'insegnamento della religione cattolica è un'istituzione del concordato firmato da Stato italiano e Chiesa cattolica. E' una materia facoltativa: ogni anno, all'atto dell'iscrizione alla classe successiva, lo studente decide se avvalersi o meno di tale possibilità. L'insegnamento prevede un'ora e mezza di lezione per la materna, due ore per la primaria, un'ora per la secondaria di primo grado e secondo grado.

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