Il senso del viaggio in Iraq. La testimonianza dei caldei

Papa in Iraq: padre Shamasha (Piana di Ninive), “spero che la sua voce raggiunga la politica e ispiri azioni e scelte giuste” per il bene comune

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:00
Il Palazzo Repubblicano nella Green Zone di Baghdad - Foto © Wikimedia

Ad un mese dal viaggio la Chiesa irachena è impegnata per poter accogliere degnamente il Papa. A raccontare al Sir i preparativi è padre Karam Shamasha, parroco caldeo. E’ il responsabile della parrocchia di San Giorgio a Telskuf, nella Piana di Ninive. “Occorre prepararsi non solo con l’organizzazione. Ma anche con lo studio e l’informazione- spiega padre Karam-. Tanti iracheni non sanno molto del Papa e  della Chiesa. Non sanno che cosa essi rappresentano. Anche perché nelle scuole non si insegna nulla a riguardo. Il patriarca Louis Raphaël Sako, gli altri vescovi si stanno impegnando nei mass media. Per sottolineare l’importanza di questa visita per tutto l’Iraq. E non solo per i cristiani. Sono certo che Papa Francesco riceverà un’enorme accoglienza. Perché gli iracheni sono noti per onorare i loro ospiti”.

Attacchi violenti in Iraq

“Oggi i cristiani in Iraq sono tra i 250 mila e i 300 mila. Ma il numero non è ufficiale. Nella Piana di Ninive la presenza è ridotta. Come dimostra la mia parrocchia. Dove prima dell’Isis avevo 1.450 famiglie. Mentre oggi solo 500. Le altre sono emigrate o fuggite. Molte sono ferme nei cosiddetti Paesi di transito. Come Turchia, Siria, Libano e Giordania in attesa di un visto per partire. Non hanno lavoro e vivono in condizioni difficili”, precisa il parroco caldeo. E aggiunge: “I Paesi europei non danno asilo o permessi forse. Perché ai loro occhi non siamo perseguitati. Permessi che invece vengono concessi ai fedeli delle altre religioni”.

Iraq
Celebrazione della Messa nella Chiesa dell’Immacolata sottratta dal sedicente stato islamico a Qaraqosh, vicino Mosul, Iraq- Foto © Ahmed Jadallah per Reuters

L’incontro con il leader sciita

Molto atteso è l’incontro privato tra Papa Francesco e il leader sciita Al Sistani. Ad  annunciarlo è stato lo stesso patriarca caldeo, il cardinale Louis Raphael Sako. Padre Shamasha osserva: “Si tratta di un evento significativo. Poiché Al Sistani è molto seguito dalla maggioranza sciita irachena”. Ma la presenza del Papa “sarà un messaggio anche al mondo politico iracheno“. L’Iraq, ricorda padre Karam, è “un Paese ricchissimo di risorse naturali. Ma, nonostante l’enorme ricchezza, l’80% del suo popolo soffre la povertà. Spero che la voce del Papa possa raggiungere la politica. E ispirare azioni e scelte giuste per il bene comune“.

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