Il Papa riceve il presidente dell'Iraq

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:09

Papa Francesco ha ricevuto stamane in udienza a Palazzo apostolico, in Vaticano, il presidente della Repubblica dell'Iraq, Barham Salih accompagnato da una delegazione di dieci persone, tra cui la moglie, la dottoressa Sarbagh Sālih, capo della Fondazione Botanica Curda da lei fondata e attivista dei diritti della donna. 

“Sono molto felice di essere qui”, ha esclamato Salih in inglese al primo saluto con il Papa nella Sala del Tronetto. “Grazie della sua presenza”, ha risposto il Pontefice, anch'egli in quello che ha poi definito, scusandosi, un “brutto inglese”.

Al termine del dialogo a due, presentata la delegazione irachena c'è stato lo scambio dei doni. Salih ha regalato al Papa una scultura in argento raffigurante una palma. “Ci sono molti frutti”, ha commentato Francesco apprezzando i dettagli della scultura. Il Pontefice ha a sua volta donato al presidente il medaglione con il ramo di ulivo, che – ha detto – “rappresenta due rami di un popolo diviso che viene riunito dall'ulivo: un simbolo per cercare ciò che unisce”. Francesco ha anche consegnato a Salih l'ultimo Messaggio per la Giornata della Pace e l'enciclica Laudato Si'. Ai componenti della delegazione – poi recatasi col presidente a colloquio con il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin – le medaglie del pontificato. Il colloquio privato tra i due nella Sala della Biblioteca, alla presenza di un interprete, è durato poco meno di 25 minuti.

Barham Salih

L'Iraq è uno Stato dell'Asia occidentale che corrisponde approssimativamente al territorio dell'antica Mesopotamia. Per circa 25 anni il Paese è stato governato in maniera autoritaria dal regime dittatoriale di Saddam Hussein. In seguito alla caduta di questo avvenuta nel 2003, l'Iraq è divenuto nel 2005 una repubblica parlamentare federale.Tra il 2014 e Dicembre 2017 la parte occidentale del Paese è rimasta sotto il controllo dello Stato Islamico, gruppo fondamentalista wahhabita, in guerra col governo centrale. 

Barham Ṣāliḥ, classe 1960, dal 2 ottobre 2018 è l'ottavo Presidente dell'Iraq, il terzo consecutivo di etnia curda. Già vice-Primo ministro d'Iraq dal 2006 al 2009 e Primo ministro del Governo Regionale del Kurdistan dal 2009 al 2012, si è scisso dall'Unione Patriottica del Kurdistan (Puk) creando la Coalizione per la Democrazia e la Giustizia. Barham Salih fu arrestato dal regime di Saddam Hussein nel 1979 per le sue attività legate al movimento nazionale curdo e restò in carcere per 43 giorni nella prigione della Commissione Speciale d'Investigazione a Kirkuk, dove fu torturato. Rilasciato, completò gli studi superiori e lasciò l'Iraq alla volta del Regno Unito per sfuggire alle persecuzioni di cui era vittima.

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