Il Papa ai pescatori: “I primi discepoli di Gesù erano vostri colleghi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:08

Da oggi, 18 gennaio fino al prossimo 25 gennaio i cristiani delle diverse Chiese e confessioni sono invitati ad incontrarsi per pregare insieme per l’unità dei cristiani. Quest’anno a scegliere il motto della Settimana di preghiera sono state le Chiese di Malta e Gozo che hanno anche preparato riflessioni e suggerimenti per la sua celebrazione nelle singole diocesi e parrocchie. Un’iniziativa ecumenica istituita dopo il Concilio Vaticano II,

Il tema

La frase proposta dal gruppo di lavoro di Malta e Gozo come tema per la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani 2020, è tratta dagli Atti degli Apostoli. Il versetto scelto – il 28,2 – recita: “Ci trattarono con gentilezza” e fa riferimento al naufragio dell’apostolo Paolo che, diretto a Roma in catene, approda con gli altri compagni di viaggio sulle coste maltesi. Qui gli abitanti accolgono i naufraghi con umanità, riscaldandoli, rifocillandoli e ospitandoli poi per tre mesi. “L'episodio del naufragio dell’apostolo Paolo – si legge nel sussidio preparato per la Settimana – “ripropone il dramma dell’umanità di fronte alla terrificante potenza degli elementi della natura” e la capacità di Paolo di ergersi “come un faro di pace nel tumulto”, perché “egli sa che la sua vita è nelle mani di Dio”. L’analogia con l’attualità è evidente: “Oggi molte persone – è scritto nel sussidio – affrontano gli stessi pericoli nello stesso mare. I medesimi luoghi citati nelle Scritture caratterizzano le storie dei migranti di oggi. In varie parti del mondo, molte persone affrontano viaggi altrettanto pericolosi, per terra e per mare, per scampare a disastri naturali, guerre e povertà. Anche le loro vite sono in balìa di forze immense e altamente indifferenti, non solo naturali, ma anche politiche, economiche e umane”.

Il Papa incontra i pescatori di San Benedetto del Tronto

Il Santo Padre Francesco ha ricevuto questa mattina in udienza una delegazione di pescatori proveniente da San Benedetto del Tronto (Ap). “Vi esorto – ha esordito il Pontefice – a non perdere la speranza di fronte agli inconvenienti e alle incertezze che dovete purtroppo affrontare: il coraggio non vi manca! Al tempo stesso, è necessario che sia valorizzato il vostro lavoro, spesso rischioso e duro, sostenendo i vostri diritti e le vostre legittime aspirazioni”.“Da parte mia – ha proseguito -, voglio esprimervi un particolare apprezzamento per l’attività di bonifica dei fondali marini, che avete intrapreso con l’adesione di altre realtà associative e la collaborazione delle Autorità competenti. Questa iniziativa è molto importante, sia per la grande quantità di rifiuti, specialmente di plastica, che avete recuperato, sia – e direi soprattutto – perché essa può diventare e sta già diventando un modello ripetibile in altre zone d’Italia e all’estero”. L’operazione “A pesca di plastica”, che “avete effettuato in forma volontaria, è un esempio di come la società civile locale può e deve contribuire ad affrontare questioni di portata globale, senza nulla togliere, anzi, stimolando la responsabilità delle istituzioni”, ha sottolineato Francesco. “Vedo che la cosa va avanti, perché – ha evidenziato – dicevo al vostro vescovo che l’altra volta che è venuto il gruppo mi parlavano di 6 tonnellate, adesso di 24: si va avanti!”. Nel ricordare i molti avvenimenti  legati alla vita e al mondo dei pescatori raccontati nel Vangelo, il Papa ha evidenziato: “I primi discepoli di Gesù erano ‘vostri colleghi’, e Lui li chiamò a seguirlo proprio mentre stavano sistemando le reti sulla riva del lago di Galilea. Mi piace pensare che anche oggi, quanti tra voi siete cristiani, sentiate la presenza spirituale del Signore accanto a voi. La vostra fede anima valori preziosi: la religiosità popolare che si esprime nella fiducia in Dio, nel senso della preghiera e nell’educazione cristiana dei figli; la stima per la famiglia; il senso della solidarietà, per cui sentite il bisogno di aiutarvi a vicenda e di soccorrervi nelle necessità”. Di qui l’esortazione conclusiva: “Per favore, non perdete questi valori!”.

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