Becciu: “La mia nomina? Con Francesco nessun automatismo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:10

E’stato uno dei più stretti collaboratori degli ultimi due pontefici e dopo sette anni trascorsi in Segreteria di Stato, con la nomina cardinalizia, mons. Angelo Becciu passerà alla guida della Congregazione per le cause dei santi. Inevitabile chiedergli un bilancio della sua esperienza: 
“Fare un bilancio significa tante cose belle ma raccontarle vi annoierebbe – ha detto scherzando ai giornalisti nella sala stampa vaticana alla vigilia del concistoro – Lo dicevo ai miei quando li salutavo: la bellezza è data dalla consapevolezza che stai servendo il Santo Padre, significa aiutarlo a diffondere la sua voce e la sua missione in tutto il mondo. I momenti più belli derivano dal contatto col Papa, sia con Benedetto che con Francesco. Due personalità diverse che amano la Chiesa e pensano solo a servirla. Benedetto (che lo nominò sostituto, ndr) con la sua semplicità e amabilità mi metteva a mio agio, quando lo incontravo a tu per tu per affrontare le varie problematiche. Ma lo stesso fa Francesco, che ama fare battute… E poi non si possono dimenticare le bellezze dei viaggi, vedere quanta gente attende la voce del Papa, e il lavoro con tanta gente della Segreteria e della Curia che ama davvero il Santo Padre. Un lavoro silenzioso, talvolta non compreso, di persone che spendono la vita al servizio del Pontefice”. 

Momenti duri? 
“Ci sono stati: Vatileaks, le dimissioni di Papa Benedetto, le critiche sul modo di comportarsi, su di noi, sulla Curia e sulla stessa riforma, che significa cambiare prospettive, stile, metodi, cambiare sistema. Direi che è normale trovarci davanti a queste grandi sorprese. Ma infondo noi sostituti siamo coperti perché la gloria va a chi la merita ma anche le critiche arrivano a chi è esposto… da parte nostra serve solo un briciolo di intelligenza per trovare soluzioni alle varie situazioni”.

Cosa cambia con il nuovo incarico? 
“Penso che avrò un po’ più di respiro – risponde con una battuta mons. Becciu – Da sostituto la vita era abbastanza impegnata, almeno fino all’Angelus, solo la domenica sera c’era un po’ di relax. Alla Congregazione dovrebbe essere un po’ più tranquilla, visto che si ha da fare con i santi e non con i terrestri! Qualcuno dice con una battuta che è la più importante; sarà una battuta ma in fondo la Chiesa per cosa è vista? Non è un sistema di potere, non serve a dominare o a costruire nuove chiese ma per far fare esperienza dell’esistenza di Dio, è un campanello per svegliare l’umanità: puoi fare l’esperienza di Dio che ti trasforma, fai un bel viaggio e ti puoi ritrovare santo. E’ la missione della Chiesa chiamare tutti gli uomini alla santità, la bellezza del dicastero è proprio questa, scoprire qua e là persone che hanno vissuto in maniera coerente e coraggiosa il Vangelo proposto come modello di santità. E’ una prospettiva interessante”.

Un commento all’attuale situazione italiana? 
“Non parlo come italiano ma da cittadino vaticano; dico che il momento è delicato, stiamo osservando un nuovo modo di fare politica, lo rispettiamo e attendiamo, vediamo come i nuovi governanti si esprimono, attendiamo la soluzione dei problemi. Sarebbe ingeneroso dare giudizi ora, ci sono i 100 giorni, no? Aspettiamo”. 

E la riforma della curia? 
“Come Segreteria di Stato siamo stati toccati, ad esempio con la creazione della terza sezione. Un giudizio complessivo è prematuro, tante cose sono cambiate, sono stati modificati vari dicasteri ma è presto per dare un giudizio. E’ importante avere la costituzione apostolica che coordini e dia un’impostanzione unitaria. Per ora è stata fatta a spicchi, non c’è stata un’idea centrale. Il C9 ha dato istruzioni perché si rediga la costituzione che dia consistenza, tono e indirizzo a tutta la riforma per evitare che rimanga frastagliata”.

Si aspettava la sua nomina? 
“E’ tradizione che i sostituti divengano cardinali ma con Papa Francesco questi automatismi sono sempre in dubbio. Ma ho vissuto 7 anni in tranquillità, senza farmi prendere da questo tormento. L’ho sempre condannato anche con i giovani: cerca di essere prete giorno per giorno, l’importante è non sprecare la tua vita. Il Papa me lo accenò in quella settimana: ‘La vedo quasi tutti i giorni, non può sentirlo dalla tv' ma con l’obbligo di non parlarne a nessuno. Diciamo che  è stata una mezza sorpresa”.

Alla Congregazione troverà le cause di grandi uomini politici italiani: De Gasperi, Moro, La Pira: che ne pensa? 
“Speriamo di trovare gli elementi di santità, le virtù che potrebero portarli agli onori degli altari, sarebbe bello. I cattolici devono capire che l’impegno in politica non è un optional ma deriva dalla loro missione di cristiani. Come diceva Paolo VI, la politica è la forma più alta di carità, intesa in senso di servizio e dedizione al Paese; è dovere e missione, i cattolici hanno un capitale di valori di dottrina sociale che non possono mantenere rinchiuso nelle loro stanze: devono metterlo a disposizione, convinti che questo bagaglio intellettuale può essere utile alla crescita dell’Italia”.

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