Picnic incivile: rifiuti e sdraio abbandonati in spiaggia

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Il rispetto della natura è certamente un dovere morale e civile di ognuno di noi, poiché la salvaguardia dell'ambiente che ci circonda è e resta uno dei mezzi principali per tutelare noi stessi e il nostro futuro. Ma, in quanto impegno comune, dovrebbe avere una validità perpetua, indipendentemente dai luoghi perché il rispetto dell'ambiente è anche quello degli altri. E la spiaggia di Torre del Greco, in Campania, da questo punto di vista non fa certo eccezione. La semplice regola di convivenza e civiltà richiesta in mezzo alla natura, o su una semplice spiaggia, è a quanto pare sfuggita ad alcuni campeggiatori che, dopo aver apparecchiato un picnic sulla sabbia scura (di origine vulcanica) che delimita la cittadina, hanno pensato bene di lasciare lì gli scarti del loro pranzo e, insieme, lettini e ombrelloni utilizzati.

Una scena tutt'altro che edificante, notata e denunciata su un gruppo Facebook attraverso una foto, accompagnata da una didascalia eloquente: “Cosa non va a Torre del Greco (riferimento al nome del gruppo, ndr)? La gente! Ecco iniziata la stagione balneare dei barbari!”. Immediati i commenti di critica e indignazione per quanto accaduto sulla lingua di terra che separa l'entroterra dal mare: la foto postata sul gruppo, infatti, mostra in modo inequivocabile l'inciviltà di coloro che hanno svolto il picnic, macchiando il loro pomeriggio in riva al mare con un gesto da penna rossa in educazione civica.

Decisamente coloriti i commenti degli utenti, concordi nel condannare il grave episodio: “Bisogna pescare questi animali o farli pulire per un mese la spiaggia o una forte multa”. O ancora: “Che vergogna… Incivili, irrispettosi e scostumati…”. E via con altre frasi del medesimo tenore. Un episodio, questo, che ci richiama ancora una volta a prestare attenzione non solo ai comportamenti degli altri ma anche a riflettere su quanto, anche involontariamente, possiamo danneggiare l'ambiente che ci circonda. Discorsi non certo nuovi ma che, in molti casi, vale la pena di ricordare.

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