La squadra perde, l'allenatore spintona l'arbitro donna

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:04

Una donna, mentre arbitrava in una partita di calcio a 5 giovanile, è stata spintonata e (sembrerebbe) anche presa per il collo dall'allenatore di una delle due squadre in campo. Il bruttissimo gesto è avvenuto domenica pomeriggio a Senigallia, al campo di via Cellini, dov’era in programma l’incontro del campionato di calcio a 5 Under 17 tra il Senigallia e la Virtus Team di Fabriano. A 4 minuti dalla fine è scoppiato un diverbio tra il tecnico fabrianese, il 42enne Emanuele Farneti, e il fischietto “rosa”, Federica Cardinali, della sezione di Jesi. L'uomo, dimostrando un pessimo esempio di fair play per i suoi giocatori e per il pubblico sugli spalti, sembra si sia innervosito in seguito a una serie di decisioni arbitrali (a suo dire) sfavorevoli. Questo, nonostante stesse perdendo di larga misura (11 a 5, partita chiusa ben prima del triplice fischio) e che l'arbitro non fosse un energumeno ma una giovane donna.

Le scuse

L'allenatore si è subito scusato pubblicamente, rilasciando la propria versione – però discordante con quella del suo presidente – sulle colonne del Corriere Adriatico. “Un mio ragazzo è stato spinto contro la panchina da un avversario e lei non ha fischiato – ha spiegato l’allenatore fabrianese -. Mi sono avvicinato, le ho chiesto di non arbitrare più partite della mia squadra perché già in passato eravamo stati danneggiati. Mi ha dato una spinta per allontanarmi, a quel punto l’ho presa per un braccio e l’ho stretta forte. Ma non le ho messo le mani al collo. In ogni caso ho sbagliato. Chiedo scusa a tutti, sono pentito, non ho chiuso occhio la notte. Alla società ho comunicato le mie dimissioni”. Dimissioni prontamente accettate dal presidente del Virtus Team, Gaetano Marinelli, da 47 anni nel mondo del calcio giovanile. “Come società non possiamo che biasimare l’accaduto e scusarci con l’arbitro – commenta -. Certi episodi non dovrebbero mai accadere, specie in un settore giovanile. Ero in tribuna, ho visto che il nostro allenatore, bravo ragazzo ma un po’ focoso, è andato a dire qualcosa alla ragazza e le ha messo le mani al collo. La dirigenza locale ha chiamato i carabinieri, partita sospesa. Scena poco edificante”. Decisamente. Dopo l'aggressione, la direttrice di gara, comprensibilmente sotto shock, si è rinchiusa negli spogliatoi per la paura. Giunti i carabinieri, sono stati sentiti i testimoni e la donna è stata accompagnata al pronto soccorso dove i medici l'hanno dimessa con pochi giorni di prognosi. Per fortuna, non ha riportato conseguenze gravi, solo molta paura e molta amarezza: un arbitro donna aggredita dall’allenatore di una squadra giovanile, alla vigilia della giornata mondiale contro la violenza di genere. Triste esempio di quanto siano ancora radicati i pregiudizi e gli stereotipi di genere, purtroppo non solo nel calcio. 

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