Fil di ferro tra i sentieri: ciclisti rischiano la vita

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La trappola tesa da sconosciuti ai ciclisti che si avventurano tra i boschi della Val Susa poteva costare la vita, lo scorso fine settimana, a uno di loro. Il fil di ferro teso tra due alberi ha colpito il volto di uomo in bici che correva, il quale ha avuto il naso tagliato e ha perso molto sangue. Se il filo avesse toccato il collo sarebbe andata molto peggio.

Come scrive il Corriere della Sera, dopo l'episodio, sono subito intervenuti diversi volontari dell'Anti incendi, mettendosi a perlustrare tutta la zona per cercare di individuare altre trappole. Ma non le hanno trovate. L'attenzione resta alta perché, come spiega Sergio Coraglia, volontario di Rivoli, “è la prima volta che questa zona della Val Sangone viene presa di mira, siamo preoccupati perché l’area è frequentatissima ogni weekend”. “Siamo intervenuti sul posto intorno alle 10.30 – racconta Coraglia a Valsusa Oggi – e abbiamo tolto la trappola. Adesso non ci sono più pericoli, ma bisogna davvero fare attenzione: il fil di ferro era stato messo apposta per far male, ad altezza del collo“.

Non è la prima volta che in Val Susa avvengono “scherzi” potenzialmente molto pericolosi. Lo scorso anno, nella stessa zona, alcuni ciclisti rimasero feriti per colpa di alcuni chiodi di ferro piantati nel terreno. L'anno prima, invece, nei boschi in collina a Moncalieri furono trovati dei fili di nylon. Anche questi stesi per nuocere a chi ama pedalare e fare sport in mezzo alla natura.

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